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Juventus, il pareggio di Cagliari non basta: serve un’altra squadra

Juventus, il pareggio di Cagliari non basta: serve un’altra squadra

Il pareggio della Juventus a Cagliari lascia l’amaro in bocca soprattutto per quello che la squadra non è riuscita a esprimere. Non è soltanto una questione di punti, perché un 1-1 in trasferta può rientrare nella normalità di un campionato. È piuttosto la sensazione di avere visto una Juventus poco convinta, lenta nelle scelte e incapace di imporre quella personalità che dovrebbe accompagnare una squadra intenzionata a competere per le posizioni più importanti.

Kolo Muani ha evitato la sconfitta e, negli ultimi minuti, avrebbe potuto addirittura regalare la vittoria. Il suo gol e la traversa colpita poco dopo rappresentano però anche il paradosso della serata: quando finalmente la Juventus ha cominciato ad attaccare con determinazione, il tempo a disposizione era ormai ridotto.

Il pareggio della Juventus a Cagliari
LUCIANO SPALLETTI PREOCCUPATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il pareggio della Juventus a Cagliari e le aspettative dei tifosi

Non si può pretendere che ogni avversario venga travolto, né ignorare che il Cagliari stia attraversando un buon momento. Ma la differenza tra una squadra che partecipa al campionato e una che vuole esserne protagonista si misura anche nella capacità di affrontare partite complicate senza perdere identità.

La Juventus ha tenuto a lungo il pallone, sviluppando un possesso che avrebbe dovuto consentirle di controllare il ritmo e scegliere i momenti nei quali accelerare. Troppo spesso, invece, la circolazione è diventata fine a sé stessa, con giocatori fermi ad aspettare il passaggio e pochi movimenti capaci di aprire la difesa avversaria.

Il tifoso juventino non chiede necessariamente un calcio spettacolare. Chiede una squadra riconoscibile, capace di giocare con convinzione e di trasmettere la sensazione di voler conquistare il risultato.

A Cagliari questa determinazione è sembrata intermittente. La Juventus ha reagito, ma soltanto quando il rischio di perdere era diventato concreto e il cronometro cominciava a pesare.

Sarr dà l’esempio, ma il centrocampo ha bisogno di tutti

In una serata poco brillante, Sarr ha offerto una prestazione incoraggiante. Ha recuperato palloni, cercato di sostenere la costruzione e mostrato una disponibilità che dovrebbe diventare un riferimento per l’intero reparto.

Il suo contributo, tuttavia, non può bastare. Douglas Luiz è apparso meno lucido e brillante del solito, mentre McKennie non è riuscito a garantire quella presenza tra le linee e negli inserimenti che spesso rappresenta una delle sue qualità più importanti.

La difficoltà del centrocampo ha finito per condizionare anche il rendimento degli attaccanti. Quando manca velocità nel trasferire il pallone dalla costruzione alla rifinitura, chi gioca davanti riceve spesso in condizioni poco favorevoli.

Nico González ha faticato a trovare continuità e Conceição non è riuscito a creare gli squilibri attesi. Il risultato è stato un attacco che per lunghi tratti ha dato l’impressione di aspettare l’invenzione di qualcuno, anziché costruire collettivamente le occasioni.

Kolo Muani, Zhegrova e Alajbegović: la scossa arriva dalla ripresa

L’ingresso di Zhegrova ha portato una maggiore propensione alla conclusione, costringendo Caprile a intervenire e dando alla Juventus qualche soluzione offensiva diversa.

Alajbegović ha vissuto una partita meno lineare. Il giovane esterno ha faticato a trovare spazi e riferimenti, anche quando si è ritrovato a condividere la corsia con Cambiaso, ma ha avuto il merito di confezionare il traversone decisivo per il pareggio.

Kolo Muani, invece, ha concentrato quasi tutto il proprio contributo offensivo nel finale. Prima il colpo di testa vincente, poi la traversa che avrebbe potuto completare la rimonta.

Sono episodi che dimostrano come la Juventus possieda risorse importanti, ma anche quanto sia necessario metterle nelle condizioni di esprimersi con continuità.

Vicario ha risposto presente quando chiamato in causa, senza poter fare molto sulla rete di Maldini. Rimane la sensazione di una squadra che, pur concedendo poco, rischia di pagare carissimo ogni disattenzione.

Spalletti deve ritrovare intensità e convinzione

Il tecnico conosce bene le difficoltà legate alla gestione di una rosa impegnata su più fronti. Il calendario ravvicinato, le trasferte e il poco tempo disponibile per allenarsi rappresentano ostacoli concreti, ma non possono diventare una spiegazione sufficiente per prestazioni prive di intensità.

Spalletti dovrà individuare chi possiede le energie migliori, senza considerare immutabili le gerarchie. La qualità tecnica rimane fondamentale, ma una squadra che arriva sistematicamente in ritardo sulle seconde palle o che fatica a muoversi senza possesso perde buona parte del proprio potenziale.

C’è soprattutto un aspetto mentale da recuperare. La Juventus deve imparare ad affrontare le partite con la stessa determinazione mostrata quando si trova costretta a rincorrere.

Non significa attaccare in maniera disordinata o rinunciare all’equilibrio. Significa cercare il risultato con convinzione, accompagnare la manovra e assumersi la responsabilità della giocata.

Il pareggio di Cagliari non deve diventare un dramma, ma nemmeno essere archiviato come un semplice incidente di percorso.

La Juventus può fare molto di più. E chi la segue ha il diritto di aspettarsi non soltanto risultati migliori, ma una squadra capace di dimostrare sul campo di volerli conquistare.

 

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Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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