Quando si parla del centrocampo Juventus, il pensiero corre quasi automaticamente a gennaio. Chi può arrivare, quanto potrebbe costare, quale giocatore servirebbe a Spalletti e, inevitabilmente, chi potrebbe lasciare spazio. Tutte domande legittime, soprattutto per un reparto nel quale l’allenatore continua a cercare equilibrio e caratteristiche complementari.
Ce n’è però una che viene formulata molto meno: prima di comprare il prossimo centrocampista, la Juventus ha capito fino in fondo quali giocatori stia già formando?
La Next Gen esiste anche per questo e le ultime scelte di Spalletti suggeriscono che il collegamento con la prima squadra stia diventando concreto. Augusto Owusu, Grady Makiobo e Filippo Pagnucco non sono ancora alternative consolidate, ma hanno cominciato a frequentare un livello che fino a poco tempo fa osservavano soltanto da lontano.

Owusu, il primo della fila
Augusto Owusu è probabilmente il nome dal quale partire perché, tra i centrocampisti della Next Gen, sembra quello che ha già compiuto più strada.
Ha esperienza nel calcio professionistico, ha lavorato con la prima squadra durante il Mondiale per Club e ha un contratto rinnovato fino al 2028. In questa stagione continua a giocare con Brambilla, ma Spalletti lo ha già portato in panchina contro il Milan e il suo nome compare nella Lista B europea.
Manca ancora l’esordio ufficiale, che rappresenta naturalmente il passaggio decisivo, ma la Juventus sembra averlo accompagnato fino alla soglia.
Owusu può offrire soprattutto corsa e dinamismo, ma sarebbe riduttivo pensarlo soltanto come un giocatore fisico. La vera sfida sarà trasformare la capacità di coprire campo in capacità di farlo alla velocità richiesta dalla Serie A, dove non basta arrivare sul pallone: bisogna sapere già cosa farne.
Nel centrocampo a tre può diventare una mezzala capace di accompagnare e pressare, mentre in una coppia potrebbe rappresentare l’uomo maggiormente orientato al movimento. Non gli si deve chiedere oggi di prendere in mano la Juventus, ma può cominciare a diventare una possibilità.
Ed è esattamente ciò che dovrebbe produrre una seconda squadra.
Makiobo, il ragazzo che ragiona ancora da difensore
Il caso di Grady Makiobo è diverso e forse proprio per questo merita particolare attenzione.
È un classe 2007 arrivato dal Club Brugge, cresciuto inizialmente come difensore centrale e successivamente spostato in mezzo al campo. Questo passato rimane dentro il suo modo di giocare: tende a preoccuparsi degli spazi, delle coperture e di ciò che potrebbe accadere se il pallone venisse perso.
Per un centrocampista non è necessariamente un difetto.
Spalletti lo ha portato in panchina contro l’Atalanta e pochi giorni dopo lo ha schierato titolare nell’amichevole con la Cremonese, facendolo giocare insieme a McKennie e Cambiaso. È troppo poco per trasformarlo in un’alternativa della prima squadra, ma abbastanza per capire che il tecnico abbia voluto guardarlo da vicino.
Il suo sviluppo potrebbe portarlo davanti alla difesa oppure accanto a un centrocampista più creativo. La struttura fisica e l’educazione difensiva possono aiutarlo a proteggere il reparto, mentre dovrà crescere nella velocità della circolazione e nella capacità di giocare sotto pressione.
In una Juventus che spesso discute di equilibrio, è un profilo da seguire con attenzione.
Pagnucco non è un mediano, e proprio per questo interessa
Poi c’è Filippo Pagnucco, che non va trasformato artificialmente in qualcosa che non è.
Pagnucco nasce esterno sinistro e può lavorare lungo tutta la fascia. Spalletti lo ha convocato contro Milan e Atalanta, mentre la Juventus lo ha inserito nella Lista B europea.
Il suo possibile contributo al centrocampo arriva quindi per un’altra strada.
Un quinto capace di garantire ampiezza può permettere a una mezzala di stringere. Un esterno in grado di partire basso e accompagnare l’azione può modificare l’occupazione del campo. Un giocatore duttile può consentire a Spalletti di cambiare sistema durante la partita senza dover necessariamente cambiare uomini.
Non tutte le soluzioni a un problema di centrocampo devono per forza essere centrocampisti.
Ed è una considerazione che, con un allenatore come Spalletti, assume ancora più significato.
Il mercato serve, la Next Gen anche
Naturalmente sarebbe un errore arrivare alla conclusione più comoda: ci sono Owusu, Makiobo e Pagnucco, quindi a gennaio non serve nessuno.
Non funziona così.
Se la Juventus avrà bisogno di un giocatore pronto a entrare immediatamente nelle rotazioni di alto livello, dovrà cercarlo. Nessun ragazzo deve diventare un alibi per evitare un investimento necessario e nessuno dovrebbe essere bruciato attribuendogli responsabilità superiori al proprio percorso.
La questione è un’altra.
Una grande società non può essere costretta ad andare sul mercato ogni volta che le manca il sedicesimo uomo.
Dietro ai tre ragazzi maggiormente avvicinati alla prima squadra continuano a crescere Macca, Ripani, Mazur, Verde e Turco. Non sono tutti allo stesso livello e non tutti arriveranno alla Juventus dei grandi, ma non è necessario che accada.
Se la Next Gen producesse stabilmente giocatori capaci di diventare riserve affidabili, alternative tattiche o patrimonio da valorizzare, avrebbe già raggiunto una parte fondamentale del proprio obiettivo.
Prima di gennaio, Spalletti può guardare per il centrocampo della Juventus in Next Gen
Il centrocampo rimane uno dei nodi della Juventus e il mercato continuerà inevitabilmente ad accompagnare i prossimi mesi. Ci saranno nomi, indiscrezioni e possibili operazioni, soprattutto se alcuni degli uomini attualmente in rosa non riusciranno a fornire le risposte attese.
Nel frattempo, però, Spalletti può fare qualcosa che alla Juventus per molti anni è stato molto più complicato: prendere un ragazzo della seconda squadra, portarlo alla Continassa e verificarne direttamente la risposta.
Owusu è più avanti. Makiobo è più giovane e ancora da costruire. Pagnucco percorre una strada tatticamente diversa.
Non sappiamo ancora se uno di loro diventerà un giocatore stabile della Juventus.
Ma prima di domandarsi soltanto chi comprare, forse vale la pena scoprire fino in fondo chi è già bianconero.