La lista UEFA Juventus continua a far discutere. Jeff Ekhator può giocare in Europa League, Edon Zhegrova deve ancora aspettare. Per un tifoso bianconero, soprattutto considerando le difficoltà incontrate dalla squadra nel trovare continuità offensiva, è naturale domandarsi perché Luciano Spalletti non possa contare su tutte le alternative presenti in rosa.
La risposta, però, non si trova soltanto nelle decisioni dell’allenatore. Bisogna guardare al regolamento UEFA, alla composizione dell’organico e alle conseguenze del Fair Play Finanziario.

Lista UEFA Juventus: perché non bastano 25 posti
Quando si parla di Lista A, il numero che viene immediatamente ricordato è 25. In realtà, non tutti quei posti sono liberamente disponibili.
La UEFA ne riserva otto ai giocatori formati localmente: quattro destinati ai calciatori cresciuti nel club e altri quattro che possono essere occupati anche da chi ha completato il percorso formativo presso società della stessa federazione.
Per essere considerato formato localmente, un calciatore deve aver trascorso almeno tre stagioni complete, o 36 mesi, nelle condizioni di età previste dal regolamento.
Se mancano giocatori con questi requisiti, i posti non possono essere assegnati liberamente ad altri.
La Juventus ha così presentato a settembre una Lista A di 22 elementi, mentre alcuni giovani, tra cui Kenan Yildiz, sono stati inseriti nella Lista B.
Quest’ultima è un’opportunità preziosa: permette di iscrivere senza limiti numerici i ragazzi che rispettano determinati requisiti di età e permanenza nel club.
Non basta, dunque, essere giovani. Occorre aver completato il percorso richiesto dalla UEFA.
Il peso del Fair Play Finanziario
C’è poi una questione che non può essere ignorata.
La Juventus ha sottoscritto il 30 giugno 2026 un settlement agreement con la UEFA, dopo il mancato rispetto della football earnings rule nel triennio economico esaminato.
L’accordo comporta impegni finanziari e restrizioni sportive che rendono più complessa la gestione delle iscrizioni europee.
In altre parole, non basta individuare un calciatore utile alla squadra: bisogna verificare che la sua iscrizione sia compatibile anche con gli obblighi concordati.
Questo non significa che ogni esclusione sia stata decisa per risparmiare. Sarebbe una conclusione troppo semplice e, soprattutto, non dimostrata.
Significa invece che la Juventus ha dovuto compiere le proprie scelte all’interno di uno spazio di manovra più ristretto.
Una situazione che inevitabilmente pesa sulle possibilità dell’allenatore e che rende ancora più importante la programmazione societaria.
Ekhator entra, Zhegrova resta fuori: ecco perché
L’infortunio di Manuel Locatelli ha consentito alla Juventus di sfruttare una disposizione straordinaria del regolamento.
Fino alla sesta giornata della fase campionato, la UEFA permette di sostituire temporaneamente un giocatore di movimento indisponibile per almeno 60 giorni.
Esiste però una condizione decisiva: se il giocatore sostituito è stato formato localmente, il club deve conservare i requisiti previsti per quella quota.
Locatelli è cresciuto calcisticamente in Italia. Ekhator, formatosi nel Genoa, possiede la stessa qualifica regolamentare.
Zhegrova no.
Ecco perché l’attaccante può essere inserito al posto del centrocampista, mentre il kosovaro non può beneficiare della medesima operazione.
Non significa che Spalletti preferisca necessariamente Ekhator a Zhegrova. Significa che, in questa circostanza, il regolamento consente una soluzione e non l’altra.
Quando Locatelli tornerà disponibile, la sua posizione potrà essere ripristinata secondo le modalità previste dalla UEFA.
Zhegrova e la Fiorentina: una possibilità da sfruttare
L’impossibilità di giocare in Europa non impedisce naturalmente a Zhegrova di essere utilizzato in Serie A.
Anzi, proprio questa circostanza potrebbe favorire una gestione differente delle sue energie.
La trasferta contro la Fiorentina rappresenta un’occasione interessante per valutare un impiego più consistente del kosovaro, eventualmente anche dall’inizio.
Le sue qualità nell’uno contro uno e la capacità di creare superiorità numerica possono offrire soluzioni preziose a una squadra che ha bisogno di maggiore imprevedibilità.
Naturalmente sarà Spalletti a valutare le condizioni del giocatore e gli equilibri tattici.
La priorità resta il campionato, dove la Juventus non può permettersi di disperdere ulteriori energie e occasioni.
Febbraio può cambiare la situazione
Per Zhegrova, comunque, l’esclusione europea non deve necessariamente durare tutta la stagione.
Se la Juventus supererà la fase campionato dell’Europa League, potrà modificare la Lista A entro il 4 febbraio 2027.
La UEFA consentirà fino a tre nuove iscrizioni, senza bisogno che si verifichino altri infortuni.
Questo significa che potranno essere valutati giocatori precedentemente esclusi, eventuali nuovi acquisti e alternative diventate più importanti nel corso della stagione.
Non sarà però una lista completamente nuova.
Resteranno i vincoli sui giocatori formati localmente, il limite numerico e le restrizioni finanziarie applicabili. Inoltre, qualora non ci fossero posti disponibili, sarà necessario effettuare delle esclusioni.
Per Zhegrova si aprirà dunque una possibilità concreta, non una garanzia.
Una rosa da gestire, non soltanto da completare
La vicenda Ekhator-Zhegrova dimostra quanto possa essere complicato costruire una squadra competitiva tra campionato ed Europa.
Gli infortuni sono spesso imprevedibili. Le norme UEFA, invece, sono conosciute in anticipo, così come gli impegni finanziari sottoscritti dalla società.
La Juventus ha dovuto fare delle scelte a settembre e avrà la possibilità di rivederne alcune a febbraio.
Nel frattempo Spalletti dovrà trovare il modo di utilizzare al meglio i giocatori realmente disponibili, senza dimenticare che il campionato rappresenta una priorità.
Il tifoso juventino può comprendere i limiti del regolamento e le difficoltà economiche, ma ha anche il diritto di chiedersi se tutte le decisioni siano state prese nel modo migliore.
Perché le regole possono spiegare un’esclusione. Non possono, da sole, spiegare la qualità della programmazione di una società.
Fonti ufficiali