Il successo contro il Napoli riaccende l’entusiasmo bianconero. Lorenzo Bulgarelli applaude la reazione della Juventus, esalta Alajbegovic e non risparmia Kolo Muani. Ma la vera sfida comincia adesso.
La Juventus torna a vincere e, almeno per una sera, restituisce il sorriso ai propri tifosi. Il 2-0 contro il Napoli non cancella le delusioni delle ultime settimane, ma rappresenta una boccata d’ossigeno per una squadra che sembrava aver smarrito fiducia, convinzione e capacità di reagire.
Per Lorenzo Bulgarelli, tifoso e attento osservatore delle vicende bianconere, questa vittoria ha un significato particolare. Non soltanto per il valore dell’avversario, ma per il momento in cui è arrivata.
«Finalmente è arrivata una vittoria, visto che il morale mio, come quello di quasi tutti i tifosi bianconeri, era letteralmente sotto i tacchi».
Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico. Appassionato di calcio, ha iniziato il suo percorso su YouTube per confrontarsi con il pubblico, approdando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale.

Juventus-Napoli, una vittoria che vale più dei tre punti per Bulgarelli
Bulgarelli non cerca attenuanti per gli avversari e nemmeno intende ridimensionare il successo juventino. Il Napoli si è presentato allo Stadium con diverse assenze, ma anche Spalletti ha dovuto fare i conti con un organico condizionato dagli infortuni.
«Contro il Napoli non è mai una partita come le altre. Loro erano rimaneggiati dagli infortuni, come anche noi, per cui sulla carta non c’era una netta favorita».
Due squadre reduci da momenti complicati, entrambe bisognose di ritrovare certezze. Ecco perché, secondo Lorenzo, la vittoria assume un valore che va oltre la classifica.
«Vincere questa partita per sconfiggere la crisi era quanto mai fondamentale».
Ma c’è soprattutto una considerazione che merita attenzione: «La vittoria dimostra quanto questa Juve, quando vuole, possa fare male agli avversari».
Quel quando vuole racchiude una parte consistente delle contraddizioni bianconere. Perché una squadra capace di superare meritatamente il Napoli dovrebbe incontrare tante difficoltà contro avversari sulla carta meno impegnativi?
Woltemade e Kolo Muani, due prestazioni agli antipodi
Il risultato positivo non impedisce a Bulgarelli di soffermarsi su un problema ancora irrisolto: il rendimento degli attaccanti.
Il giudizio su Woltemade è sostanzialmente favorevole, nonostante l’assenza del gol.
«Per il gigante di Brema la partita è stata tutto sommato positiva, perché ha dimostrato voglia e spirito di abnegazione, ripiegando, aiutando la squadra e difendendo molti palloni».
Un centravanti, dunque, che ha saputo rendersi utile anche senza segnare, partecipando al lavoro collettivo e offrendo sostegno ai compagni.
Completamente diversa la valutazione di Kolo Muani.
«È stato un fantasma per il campo, un giocatore praticamente inutile, se non per un solo dribbling. In 60 minuti un dribbling è davvero poca cosa».
Lorenzo richiama anche le mappe di calore e la mancanza di conclusioni verso la porta per sottolineare una prestazione che giudica insufficiente.
La conclusione è particolarmente severa: «Così non si può continuare: o va messo in panchina oppure si dà una svegliata».
Parole dure, ma che riflettono l’insoddisfazione per un giocatore dal quale ci si aspetta ben altro contributo, soprattutto in una squadra che continua ad avere bisogno di maggiore incisività offensiva.
Alajbegovic, il talento che i tifosi volevano vedere
Se Kolo Muani rappresenta una delusione, Alajbegovic è invece la nota più luminosa della serata.
Il giovane bosniaco aveva già mostrato le proprie qualità in Europa League, andando a segno contro il NEC. Il gol realizzato contro il Napoli, però, ha un peso diverso, perché arriva in una partita delicata e regala alla Juventus il vantaggio decisivo.
Bulgarelli non nasconde la propria soddisfazione, ma nemmeno una certa irritazione per lo spazio concesso finora al giocatore.
«Tutti quanti, più o meno, abbiamo capito che questo è un giocatore con potenzialità, estro e tecnica. E quindi ci siamo chiesti come mai Spalletti non lo abbia messo in campo più spesso in questa prima parte di stagione».
Il talento, secondo Lorenzo, era già evidente. Serviva soltanto offrirgli maggiori possibilità di esprimerlo.
«Un gol davvero da fuoriclasse, che dimostra quanto questo giocatore, se messo nelle giuste condizioni per esprimersi, possa fare la differenza».
L’auspicio è che la prestazione contro il Napoli rappresenti un punto di partenza e non un episodio isolato.
«Speriamo che Spalletti gli dia sempre più tempo e maggiori possibilità, perché, se continua a crescere in questo modo, sarà sicuramente un giocatore in grado di fare la differenza».
Il vero avversario della Juventus è la discontinuità
Resta però la domanda che accompagna da tempo le prestazioni bianconere: perché questa squadra cambia così radicalmente da una partita all’altra?
Bulgarelli ammette che una spiegazione convincente non sia semplice da individuare, ma propone una lettura legata soprattutto all’atteggiamento.
«Questa Juventus ha caratteristiche e giocatori che possono fare la differenza, ma purtroppo spesso prende sottogamba l’avversario, lo sottovaluta, convinta di essere più forte, con il risultato che poi si perdono punti per strada».
Contro il Napoli, invece, la consapevolezza di affrontare una partita difficile avrebbe favorito una maggiore attenzione.
«Bisogna mettere in campo a tutti i costi qualcosa in più, e la prestazione c’è stata, soprattutto da parte di alcuni giocatori che a livello tecnico hanno fatto la differenza».
Il rischio, secondo Lorenzo, è tornare immediatamente alle vecchie abitudini, alternando prestazioni convincenti a improvvisi passi falsi.
«Contro le piccole puntualmente arriva il capitombolo inaspettato, che diventa una doccia gelata».
Ed è proprio questo il limite da superare.
Vincere il Napoli non basta, bisogna continuare
La Juventus ha dimostrato di avere ancora risorse tecniche e caratteriali per reagire. Il successo contro il Napoli restituisce fiducia, ma non può diventare un alibi per dimenticare quanto accaduto nelle partite precedenti.
Bulgarelli chiude con un concetto semplice e condivisibile: «Adesso serve continuità nelle prestazioni, ma soprattutto nei risultati».
Perché battere il Napoli è una soddisfazione importante. Ma per tornare a essere una squadra credibile occorre imparare a vincere anche quando la partita non porta con sé le motivazioni e le emozioni di una grande sfida.
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