La Juventus vince, convince per buona parte della partita e poi riesce a complicarsi una serata che sembrava ormai sotto controllo. Contro l’AZ Alkmaar, i bianconeri hanno mostrato qualcosa di importante: una squadra più consapevole dei propri compiti e due giocatori, Koopmeiners e Kolo Muani, finalmente capaci di incidere. Eppure, il finale ha riportato alla luce fragilità che i tifosi conoscono fin troppo bene.
Con Bulgarelli abbiamo cercato di capire quanto pesino quei minuti di sofferenza e, soprattutto, se la Juventus vista nelle ultime due partite possa rappresentare l’inizio di un percorso diverso.
Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico. Appassionato di calcio, ha iniziato il suo percorso su YouTube per confrontarsi con il pubblico, approdando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale.

Juventus, ottanta minuti non bastano
Dieci minuti possono cambiare il giudizio su una prestazione che per ottanta era stata anche buona?
«Certamente, perché una partita dura novanta minuti. La storia del calcio è piena di gare cambiate anche soltanto negli ultimi due minuti.
La Juventus aveva giocato per ottanta minuti con tranquillità, senza concedere occasioni e facendo quello che doveva fare. Non abbiamo assistito a una prestazione straordinaria sotto il profilo del gioco, ma a una gara onesta e gestita senza particolari problemi.
Poi, improvvisamente, ha rischiato di buttare tutto all’aria.
Questo significa che la squadra non può permettersi cali di concentrazione. Deve rimanere dentro la partita dall’inizio alla fine e, purtroppo, non è ancora capace di farlo con continuità. È un limite importante, anche in Europa».
Finalmente qualcosa di diverso da Kolo Muani e Koopmeiners
I due marcatori hanno convinto soltanto per i gol oppure hai visto segnali di cambiamento anche nel loro atteggiamento?
«Ho visto molto di più dei gol. Kolo Muani mi ha colpito soprattutto per la cattiveria e la prepotenza con cui è andato a cercare la rete. È stato un attaccante vero, con un atteggiamento che in questa sua seconda esperienza juventina non avevamo ancora apprezzato.
Ha segnato, ha servito l’assist, ma ha anche lavorato per la squadra, tornando indietro e dimostrando grande voglia di fare bene. Credo che partire più largo a destra possa averlo aiutato.
Anche Koopmeiners mi è piaciuto. Finalmente abbiamo visto personalità, intraprendenza e desiderio di partecipare alla partita. Ha recuperato palloni e si è assunto responsabilità. Il gol è arrivato a completare una buona prestazione.
Sono segnali incoraggianti, anche se bisognerà vedere se riusciranno a ripetersi. Già contro la Fiorentina sarà un’altra storia».
Napoli e AZ Alkmaar, due prestazioni collegate
Possiamo parlare di continuità rispetto alla vittoria contro il Napoli?
«Sì, secondo me possiamo farlo. Il problema degli ultimi dieci minuti rimane, ma non cancella il fatto che la prestazione sia stata positiva.
Ho visto una squadra che sapeva cosa fare e come stare in campo. Contro il Napoli aveva mostrato una certa organizzazione e contro l’AZ Alkmaar ha saputo adattarsi a un avversario differente.
Questo è un aspetto importante: la Juventus sta imparando a giocare le partite anche in funzione delle caratteristiche di chi ha davanti.
Per questo considero le due prestazioni collegate. Il finale in Olanda è stato negativo e poteva costare carissimo, ma non deve cancellare quanto di buono si è visto».
Fiorentina-Juventus, confermare l’identità tattica
Contro la Fiorentina cambieresti qualcosa oppure riproporresti le soluzioni viste in Europa?
«Qualche cambiamento ci sarà, anche per il possibile recupero di alcuni infortunati.
McKennie potrebbe tornare a disposizione e avere buone possibilità di partire titolare. Anche Celik potrebbe trovare spazio, mentre per Conceição rimane un punto interrogativo sulla disponibilità. Se recupererà, credo che partirà quasi certamente dal primo minuto.
Dal punto di vista tattico, però, manterrei alcuni aspetti della partita contro l’AZ. Mi piacerebbe rivedere Kolo Muani partire più largo sulla destra, perché in quella posizione può sfruttare meglio alcune delle sue qualità.
La Fiorentina è una squadra che ha energia e qualità. Mi aspetto quindi una Juventus più prudente, capace di raccogliersi nella propria trequarti e di aspettare il momento giusto per ripartire.
Contro una difesa che può concedere qualcosa, il contropiede potrebbe diventare un’arma importante. Personalmente riproporrei proprio questo tipo di partita».
La strada è quella giusta, ma servono conferme
Il pensiero di Bulgarelli fotografa bene il momento juventino. Le vittorie contro Napoli e AZ Alkmaar possono rappresentare un punto di partenza, ma sarebbe prematuro considerare risolti i problemi.
La differenza, adesso, dovrà farla la continuità. Perché una squadra che vuole tornare competitiva non può accontentarsi di giocare bene per ottanta minuti, né affidarsi alle prestazioni isolate dei singoli. Deve imparare a dare seguito ai progressi, anche quando cambiano gli avversari e le difficoltà.
Fonti ufficiali: