La Juventus contro l’AZ Alkmaar ci ha regalato una di quelle serate nelle quali si passa dalla soddisfazione alla preoccupazione nel giro di pochi minuti. Perché fino a una decina di minuti dal termine avevamo visto una squadra convincente, capace di giocare con attenzione, ordine e una semplicità che troppo spesso le è mancata. Poi qualcosa si è inceppato e una vittoria apparentemente tranquilla si è trasformata in una sofferenza inattesa.
Alla fine il 2-1 è arrivato, e con esso tre punti preziosi per la classifica di Europa League. Sarebbe quindi sbagliato lasciare che il finale cancellasse tutto quanto di buono era stato costruito prima. Allo stesso tempo, però, sarebbe altrettanto sbagliato ignorare quei dieci minuti nei quali la Juventus ha rischiato di gettare via una partita che aveva ampiamente meritato di vincere.

Juventus contro AZ Alkmaar: finalmente una squadra concreta
Da tempo chiediamo alla Juventus di ritrovare una propria identità, ma soprattutto di tornare a fare bene le cose semplici.
Non pretendiamo necessariamente un calcio spettacolare, fatto di continue invenzioni e giocate straordinarie. Vorremmo piuttosto vedere una squadra che sappia cosa fare, che si muova con criterio e che riesca a interpretare le diverse situazioni senza complicarsi inutilmente la vita.
Ad Alkmaar, per buona parte della serata, abbiamo visto proprio questo.
La Juventus ha preso in mano la partita, ha trovato il vantaggio con Koopmeiners al 19′ e ha raddoppiato con Kolo Muani al 37′. Due gol arrivati attraverso giocate efficaci, sostenute da movimenti corretti e dalla volontà di attaccare gli spazi.
Anche nella ripresa ci sono state occasioni per chiudere definitivamente il discorso. Non sono state sfruttate, ma la sensazione era quella di una squadra che avesse comunque la partita sotto controllo.
Spalletti ha apprezzato la prestazione, parlando nel dopopartita di una Juventus capace di affrontare l’avversario con autorità e personalità. Ed è difficile dargli torto, almeno per quanto visto fino alla parte conclusiva dell’incontro.
Koopmeiners ritrova il gol, Kolo Muani risponde sul campo
Ci sono poi le prestazioni individuali, alcune delle quali meritano una sottolineatura particolare.
Koopmeiners è tornato al gol e lo ha fatto proprio contro la sua ex squadra. Una soddisfazione che può avere un significato importante per un giocatore chiamato a ritrovare fiducia e continuità.
Kolo Muani, invece, è stato probabilmente il protagonista principale della serata. Ha servito l’assist per il primo gol e ha realizzato il secondo, mostrando vivacità, determinazione e una qualità offensiva che la Juventus ha bisogno di sfruttare con maggiore frequenza.
Il francese ha parlato anche delle critiche ricevute, riconoscendo che fanno parte del mestiere. Ha ricordato come la vittoria contro il Napoli abbia aiutato il gruppo a ritrovare fiducia e ha sottolineato che adesso sarà fondamentale dare seguito a questi risultati anche in campionato.
Parole che raccontano bene il momento della squadra: i successi aiutano, ma non bastano ancora a cancellare le difficoltà attraversate.
Bella anche la prestazione di Federico Gatti, capitano per l’occasione. Il difensore ha mostrato attenzione, determinazione e quella voglia di partecipare anche alla fase offensiva che lo ha portato vicino al gol.
Dieci minuti che rischiavano di rovinare tutto
Poi, però, è arrivato quel finale.
La Juventus ha cominciato ad arretrare, ha perso sicurezza e ha permesso all’AZ di portare sempre più uomini nella metà campo bianconera.
Una squadra che fino a quel momento era stata contenuta con efficacia ha improvvisamente trovato spazio e fiducia. All’88’ è arrivato il gol di Meerdink e nel recupero gli olandesi hanno addirittura trovato la rete del possibile pareggio, annullata per fuorigioco.
Non è possibile considerare normale una sofferenza del genere dopo una prestazione così positiva.
Anche le sostituzioni non hanno dato il contributo sperato. La squadra ha faticato a tenere il pallone lontano dalla propria area e i nuovi entrati non sono riusciti a sfruttare gli spazi che l’AZ concedeva.
Il debutto europeo di Jeff Ekhator rappresenta comunque una nota positiva, ma è arrivato proprio mentre la partita stava assumendo un andamento sempre più complicato.
Spalletti ha riconosciuto apertamente il problema, spiegando che la squadra si è abbassata troppo e che, con qualche minuto in più, il risultato avrebbe potuto essere diverso.
Una considerazione che dovrebbe far riflettere tutti, perché non è soltanto una questione di stanchezza o di sostituzioni. È anche la capacità di mantenere concentrazione, distanze e personalità quando la partita sembra ormai indirizzata.
Europa League: una classifica che permette di guardare avanti
La buona notizia arriva dalla classifica.
Dopo quattro partite, la Juventus è quinta con dieci punti, ancora imbattuta e pienamente inserita nella corsa alla qualificazione diretta agli ottavi.
Davanti ci sono Benfica, Bournemouth e Ferencváros a dodici punti, oltre all’Union Saint-Gilloise che precede i bianconeri per differenza reti.
Il percorso europeo, dunque, sta offrendo soddisfazioni importanti. Restano quattro appuntamenti: il 26 novembre in casa contro l’Omonia Nicosia, il 10 dicembre in trasferta contro l’Hapoel Beer-Sheva e poi, a gennaio, Ferencváros e Real Sociedad.
La Juventus ha costruito una buona posizione di partenza. Adesso deve conservarla, evitando soprattutto di complicare partite che ha già dimostrato di saper indirizzare.
A Firenze servono i tre punti, senza discussioni
Non ci sarà nemmeno il tempo di disfare le valigie. Domenica sera la Juventus sarà a Firenze, contro una Fiorentina che rappresenta l’ultimo ostacolo prima della sosta per le nazionali.
E qui il discorso cambia, perché in campionato i punti da recuperare sono ancora troppi.
Lo ha ricordato anche Gatti, che nel dopopartita ha immediatamente richiamato l’attenzione sulla Serie A, riconoscendo che la Juventus non può accontentarsi della posizione attualmente occupata.
Ha ragione. Una vittoria europea è importante, ma non può far dimenticare le difficoltà del campionato.
La partita contro l’AZ, però, lascia anche una speranza concreta. Perché la Juventus ha dimostrato di poter giocare bene senza dover necessariamente inventare qualcosa di straordinario.
Servono attenzione, organizzazione, determinazione e soprattutto continuità.
A Firenze potrebbe bastare la Juventus vista per ottanta minuti ad Alkmaar. L’importante è che quella degli ultimi dieci rimanga in Olanda.
Fonti ufficiali:
Juventus FC — Resoconto ufficiale della partita · Juventus FC — Dichiarazioni del dopopartita.