La Juventus pareggia contro il Milan, ma la prestazione dei bianconeri lascia indicazioni positive. Nell’intervista realizzata da Luca Berti, Mattia Belli ha analizzato la partita soffermandosi sulle scelte tattiche di Luciano Spalletti, sul pressing della Juve, sulla gestione delle fasce e sulla reazione della squadra dopo il vantaggio rossonero.
Mattia Belli, ex calciatore professionista, oggi stimato allenatore del settore giovanile con patentino UEFA, opinionista ed esperto di tattica, ci parla di come ha vissuto la partita.
Secondo Belli, il risultato finale non rispecchia completamente quanto visto sul terreno di gioco: la Juventus avrebbe infatti creato i presupposti per ottenere molto di più.
Juve Milan: Mattia Belli, che partita hai visto?
«Penso sia stata una partita che, dal punto di vista del gioco, ha dato ragione a Spalletti. Non parlo del risultato, perché per quanto abbiamo visto la Juventus è stata aggressiva e dominante per quasi tutti i 90 minuti e avrebbe meritato molto di più.
È stata una Juve capace di pressare forte in praticamente tutte le zone del campo, cercando spesso il raddoppio di marcatura. Non aveva un uomo fisso come riferimento, ma difendeva molto bene a zona.
L’attenzione principale era naturalmente sull’attaccante centrale del Milan, con Bremer chiamato spesso a controllarlo. La difesa della Juventus è riuscita a concedere pochissimo e la punta rossonera ha avuto poche occasioni per incidere».
Come giudichi tatticamente la prestazione della Juventus?
«La Juventus ha avuto una grande intensità. Anche nel secondo tempo è ripartita seguendo praticamente la stessa linea del primo, probabilmente aumentando ulteriormente il ritmo.
A centrocampo c’è stata una buona alternanza, soprattutto per quanto riguarda Locatelli, sia nella fase difensiva sia in quella offensiva.
Interessante anche il lavoro sulle fasce, dove i giocatori avevano compiti differenti. Da una parte si cercava di avere maggiore spinta offensiva, con inserimenti, conclusioni e ricerca dell’ultimo passaggio; dall’altra c’era maggiore attenzione ai raddoppi e alla possibilità di arrivare al cross.
La Juve cercava inoltre di trovare giocatori tra le linee, in particolare Nico Gonzalez, per permettergli di liberarsi al tiro oppure servire la punta».
Da cosa nasce il gol del Milan?
«Il gol del Milan nasce, secondo me, da un errore di valutazione nella zona centrale del campo. La Juventus avrebbe potuto interrompere prima l’azione.
Successivamente, sul cambio di gioco veloce, la marcatura arriva in ritardo e il Milan riesce a trovare lo spazio per concludere. Poi bisogna anche riconoscere la qualità della giocata: è stato davvero un gran bel gol, con il pallone indirizzato sul secondo palo».
Come ha reagito la Juventus allo svantaggio?
«La reazione della Juventus mi è piaciuta molto. Ha continuato a giocare nella stessa maniera con cui aveva affrontato la gara fino all’1-0 del Milan, senza perdere equilibrio e senza farsi prendere dalla frenesia.
Anche i cambi sono stati corretti e alla fine è arrivato il gol dell’1-1 con Gatti.
Sono molto contento soprattutto della prestazione, perché secondo me la Juve non meritava assolutamente soltanto un pareggio».

Belli: «Alla Juventus manca ancora una punta decisiva»
Per Mattia Belli, il problema principale resta soprattutto la capacità di trasformare la mole di gioco prodotta in gol.
«Per quello che si è visto, la Juventus avrebbe potuto anche vincere nettamente. Se riuscissimo ad avere una punta capace di incidere nei momenti in cui serve, probabilmente partite come questa potrebbero finire in maniera completamente diversa.
In ogni caso ho delle buone sensazioni per il resto del campionato. Se questa è la condizione fisica della Juventus già alla terza giornata, è sicuramente un segnale importante.
Tutti hanno corso, tutti hanno provato a giocare a calcio e tutti hanno dimostrato di poter essere all’altezza di questa maglia».
Juve Milan, segnali positivi nonostante il pareggio per i bianconeri
Il risultato contro il Milan lascia quindi qualche rimpianto, ma anche diversi aspetti positivi. La squadra di Luciano Spalletti ha mostrato aggressività, intensità e capacità di recuperare rapidamente il pallone, mantenendo una buona organizzazione anche dopo essere passata in svantaggio.
Per Belli il passo successivo dovrà essere quello della concretezza offensiva: trasformare il dominio territoriale e le occasioni costruite in un numero maggiore di gol potrebbe consentire alla Juventus di fare un ulteriore salto di qualità nel corso della stagione.