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Juventus, si torna a respirare. Bulgarelli: «Più qualità in campo aiuta tutti»

Juventus, si torna a respirare. Bulgarelli: «Più qualità in campo aiuta tutti»

La Juventus torna da Lecce con tre punti e la porta inviolata, grazie al 2-0 costruito nel primo tempo. È il risultato che serviva per ritrovare un po’ di serenità, anche se il successo lascia aperto il confronto sulla prestazione e sulla direzione da prendere. Lega Serie A

Ne parliamo con Lorenzo Bulgarelli, che nell’intervista mette al centro le due sensazioni della serata: il sollievo per una vittoria necessaria e la consapevolezza che la squadra debba ancora crescere. Dalle assenze di Locatelli, Yildiz e Thuram alle difficoltà di Kolo Muani e Cambiaso, Bulgarelli affronta i nodi della Juventus di Spalletti e propone una strada alternativa: il 4-4-2, con Alajbegovic e Zhegrova sulle fasce.

 

Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico. Appassionato di calcio, ha iniziato il suo percorso su YouTube per confrontarsi con il pubblico, approdando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale.        precedente articolo

Bulgarelli e la Juventus
Lorenzo Bulgarelli

Juventus, il sorriso ritrovato e la qualità che manca

Finalmente i tre punti: torniamo a sorridere?

«Questa vittoria permette alla Juventus di respirare finalmente dopo una settimana completamente negativa, visti i risultati tra campionato ed Europa League. Ovviamente non deve servire a nascondere la polvere sotto il tappeto, perché, nonostante il buon primo tempo, nella ripresa la squadra non è praticamente scesa in campo. È evidente, quindi, che ci siano ancora dei problemi, ma intanto contro il Lecce contava vincere e la risposta è stata positiva».

Quanto pesano gli infortuni su Spalletti e su chi scende in campo?

«Sicuramente pesano tantissimo, anche perché in questa Juventus mancano diversi titolari: da chi dovrebbe dare equilibrio, come Locatelli, a un elemento cardine come Kenan Yildiz, ma anche allo stesso Khéphren Thuram.

Ovviamente, come ha dichiarato Luciano Spalletti in conferenza stampa, gli infortuni non devono pesare, perché la Juve affronta la partita successiva con i giocatori che ha a disposizione. Però è innegabile che a questa Juventus manchino geometrie, imprevedibilità e tanta qualità: tutte caratteristiche che Kenan Yildiz, per fare l’esempio più eclatante fra gli assenti, ha in dote.

Quindi sì, pesano tanto su Spalletti quanto sui compagni di squadra, perché avere più qualità in campo aiuta tutti. In questa Juve, invece, purtroppo la qualità scarseggia, fatta eccezione per un paio di elementi».

È il modulo la soluzione per le prossime partite? Se fossi al posto di Spalletti, quale adotteresti?

«Sicuramente nel calcio moderno il modulo aiuta tanto, ma non è l’unica componente a fare la differenza, soprattutto nel calcio fluido che si pratica oggi in Europa e che vorrebbe proporre Luciano Spalletti.

Secondo me questo 3-5-2 aiuta alcuni singoli a esprimersi bene, ma ne danneggia altri, come Kolo Muani, che non riesce mai a trovare la posizione in campo, e lo stesso Cambiaso, che ormai sembra essere più un ex giocatore.

Per quanto mi riguarda, con gli elementi a disposizione adotterei un 4-4-2, con due terzini bassi, due esterni puri come Alajbegovic a sinistra e Zhegrova a destra, e due punte, in modo da continuare ad avere peso offensivo davanti. Il problema è che Luciano Spalletti non vede minimamente né Zhegrova né Alajbegovic, come dimostrano le sue scelte nelle ultime partite».

A Marassi rivedremo la stessa Juve e lo stesso risultato?

«È probabile che Spalletti utilizzi lo stesso sistema di gioco, anche perché ha dimostrato che, quando trova un modulo che funziona, difficilmente lo cambia. Contro il Genoa, quindi, è probabile rivedere questo 3-5-2, magari cambiando uno o due elementi: potrebbe riposare Koopmeiners e giocare Sarr, oppure potrebbe riposare Gatti, con Kalulu basso e un altro giocatore largo a destra.

Sicuramente, visti i tanti indisponibili, Spalletti tenterà ancora questa soluzione. Magari terrà anche in panchina uno tra Kolo Muani e Woltemade, possibilmente il francese, visto che proprio non riesce a ingranare.

Vedremo. La speranza è di replicare il risultato ottenuto contro il Lecce, magari riuscendo anche a segnare un terzo gol. Vincere 3-0 non sarebbe male, ma cominciamo a non subire reti: questa Juventus è finalmente tornata a mantenere la porta inviolata e bisogna continuare su questa strada».

Alajbegovic e Zhegrova, le alternative sulle quali si interroga Bulgarelli

Il ragionamento conclusivo riguarda la possibilità di aiutare una squadra in difficoltà durante la partita, ricorrendo prima alle risorse della panchina.

«C’è una situazione che, al di là di come sia finita la partita, mi ha lasciato perplesso. Come mai nel secondo tempo, quando la Juventus è calata vistosamente sul piano fisico e si è concentrata più sulla difesa che sull’attacco, Luciano Spalletti non ha inserito, intorno al sessantesimo o al sessantacinquesimo minuto, giocatori di qualità e di gamba come Alajbegovic e Zhegrova?

Zhegrova non ha proprio visto il campo, mentre il bosniaco è entrato soltanto nei minuti finali. Sono due giocatori nei quali Spalletti non crede minimamente, oppure è una scelta tattica legata al fatto che adesso si gioca ogni tre giorni e c’è bisogno di forze fresche? Eppure Zhegrova non aveva giocato in Europa League e praticamente neanche Alajbegovic: erano entrambi freschi e riposati».

 

Fonti ufficiali di contesto: Lecce-Juventus: cronaca della Lega Serie A · Le dichiarazioni del dopo partita sul sito Juventus

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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