C’è un cognome che alla Juventus non può essere considerato un cognome qualsiasi. Per questo l’indiscrezione su Ginevra Elkann e la Juventus merita qualcosa in più della semplice domanda su chi sarà il prossimo presidente.
La voce è stata lanciata da Matteo Moretto, ma non ha trovato conferme ufficiali e altre verifiche giornalistiche l’hanno ridimensionata. Gianluca Ferrero rimane il presidente della Juventus. Punto fermo indispensabile.
Poi, però, cominciano le domande.
Perché se Ginevra Elkann dovesse davvero arrivare alla presidenza, il cambiamento sarebbe soprattutto simbolico: dopo la stagione aperta dalla fine della presidenza di Andrea Agnelli, la Famiglia tornerebbe a metterci direttamente il cognome.

Ginevra Elkann Juventus: lontana dal calcio, vicina al cuore della proprietà
Ginevra non è John.
E soprattutto non è Andrea Agnelli.
Non ha costruito il proprio percorso professionale nel calcio. Cinema, produzione, regia e cultura sono il suo terreno naturale.
Ed è probabilmente proprio questa distanza a provocare la prima domanda del tifoso: perché affidare la Juventus a chi non arriva dal calcio?
La risposta potrebbe nascondersi nel tipo di presidenza immaginato.
Perché Ginevra Elkann non è soltanto la sorella minore di John e Lapo, figlia di Margherita e nipote dell’Avvocato. Siede nel consiglio di amministrazione di Exor, la holding che controlla la Juventus.
È dunque lontana dal campo, ma molto meno lontana dai luoghi nei quali viene disegnato il futuro della società.
Ferrero aveva una missione precisa
Per capire l’eventuale cambiamento bisogna ricordare da dove arriva questa Juventus.
Gianluca Ferrero assunse la presidenza dopo la fine del CdA di Andrea Agnelli. Commercialista, revisore ed esperto societario, incarnava quasi perfettamente le necessità di quel momento: stabilità, credibilità istituzionale, rigore nella gestione di una situazione complicatissima.
Nel novembre 2025 è stato nuovamente confermato presidente.
Ferrero non è mai stato l’uomo della comunicazione o della passione popolare juventina. Il suo ruolo era differente.
Se oggi Exor pensasse davvero a Ginevra Elkann, sarebbe allora legittimo chiedersi se la fase di transizione venga considerata conclusa.
E intanto Exor mette ancora soldi nella Juventus
Il momento scelto dall’indiscrezione rende tutto ancora più interessante.
La Juventus ha appena chiuso il 2025/26 con circa 66 milioni di perdita e si prepara a chiedere agli azionisti un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni.
Exor continua quindi a sostenere finanziariamente il club.
Un tema che va analizzato separatamente perché dietro quei 250 milioni c’è molto più della semplice copertura di un rosso di bilancio.
Ma proviamo per un momento ad accostare i due elementi.
Exor mette nuovamente capitale nella Juventus.
E contemporaneamente emerge l’ipotesi di una Elkann presidente.
Non prova alcun disegno prestabilito. Ma se entrambe le cose dovessero concretizzarsi, sarebbe difficile non leggerle come un rafforzamento della presenza della proprietà.
Il tifoso, però, chiederà una cosa molto semplice
Che cosa cambierebbe per la Juventus?
Perché il cognome può avere un enorme valore simbolico, ma poi esiste il campo.
Ginevra Elkann non dovrebbe necessariamente conoscere un terzino brasiliano o decidere quale centravanti acquistare. Una società moderna dovrebbe avere dirigenti specializzati proprio per questo.
Il problema sarebbe capire chi decide, chi risponde delle decisioni e quale autonomia possiede la struttura sportiva.
In altre parole: Ginevra Elkann sarebbe il presidente della Juventus oppure la rappresentante di Exor dentro la Juventus?
La differenza non è sottile.
Un cognome che porta con sé una responsabilità
C’è infine qualcosa che nessun organigramma può spiegare completamente.
Elkann significa Agnelli.
E Agnelli, alla Juventus, significa inevitabilmente storia, memoria, vittorie, crisi, appartenenza e proprietà.
Per questo Ginevra partirebbe da una posizione particolare. Non avrebbe bisogno di costruire un legame storico con il club: quel legame esiste già. Dovrebbe semmai trasformarlo in un rapporto personale con la Juventus e con il suo mondo.
E non sarebbe affatto automatico.
La Famiglia torna oppure cambia soltanto il nome sulla porta?
Forse è questa la domanda da conservare.
La possibile presidenza di Ginevra Elkann può essere letta come il ritorno diretto della famiglia al vertice della Juventus.
Oppure potrebbe rivelarsi una scelta essenzialmente istituzionale, con il potere operativo affidato altrove.
Oggi non possiamo saperlo.
Possiamo però sapere che, se l’indiscrezione diventasse realtà, non assisteremmo a un normale cambio di presidente.
Dopo Ferrero arriverebbe una Elkann.
E alla Juventus, nel bene e nel male, quel cognome non è mai soltanto un cognome.
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