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Bilancio Juventus, arrivano 250 milioni. Ma la vera notizia potrebbe essere un’altra

Bilancio Juventus, arrivano 250 milioni. Ma la vera notizia potrebbe essere un’altra

Duecentocinquanta milioni. Il numero è abbastanza grande da accendere immediatamente il mercato, ma sarebbe anche il modo più veloce per interpretare male il bilancio Juventus approvato dal CdA.

No, la Juve non ha improvvisamente 250 milioni da spendere in giocatori. Ma potrebbe avere qualcosa di altrettanto importante: la possibilità di non doverne vendere uno ogni volta che vuole comprarne un altro.

Ed è da qui che conviene leggere quello che è successo.

Il rosso c’è. E ce ne sarà probabilmente un altro

La Juventus ha chiuso il 2025/26 con una perdita di 66 milioni, superiore ai 58,1 milioni dell’anno precedente. È il nono esercizio consecutivo in negativo.

Non è una bella fotografia.

Ma dentro quella fotografia qualche colore è cambiato: i costi operativi sono diminuiti di 42 milioni, le sponsorizzazioni sono tornate stabilmente oltre quota 120 milioni e il debito è stato riorganizzato. Soprattutto, la società non nasconde quello che arriverà.

Anche il 2026/27 dovrebbe chiudersi in rosso, con l’assenza dalla Champions che inevitabilmente presenta il conto.

Ed è proprio qui che nasce il paradosso.

Per tornare a guadagnare di più, la Juventus deve tornare in Champions. Per tornare in Champions deve avere una squadra sufficientemente forte. Ma se per sistemare i conti indebolisce la squadra, rischia di allontanarsi proprio dai ricavi che le servono per sistemare i conti.

Semplice? Sulla carta sì. Uscirne, molto meno.

Bilancio Juventus

Bilancio Juventus: quei 250 milioni possono spezzare il circolo

L’aumento di capitale può arrivare fino a 250 milioni e Exor anticiperà immediatamente 60 milioni.

Non serviranno soltanto alla squadra. La società parla di struttura patrimoniale, competitività sportiva, asset strategici, brand e sostenibilità finanziaria. Ma proprio la presenza della competitività sportiva tra gli obiettivi merita attenzione. Perché significa che il risanamento non può essere perseguito semplicemente smontando la squadra.

E allora quei soldi potrebbero servire anche senza trasformarsi direttamente in un centravanti, un centrocampista o un difensore. Potrebbero servire a dire no.

Quanto vale poter rifiutare un’offerta?

Immaginiamo che arrivi un’offerta importante per uno dei migliori giocatori della rosa.

Una Juventus che ha bisogno di finanziare il mercato deve sedersi al tavolo.

Una Juventus più solida può chiedersi prima di tutto se quella cessione abbia senso tecnicamente.

Sembra una sfumatura. Non lo è.

È la differenza tra costruire una squadra e doverla continuamente ricostruire. Questo non significa che la Juventus smetterà di vendere. Sarebbe assurdo: vendono tutti i grandi club. Significa provare a tornare nella condizione di vendere quando conviene, non quando serve.

Forse il vero lusso che Exor sta comprando alla Juventus è proprio questo.

Però c’è l’UEFA. E non è un dettaglio

Prima di immaginare campagne acquisti faraoniche bisogna ricordare che la Juventus ha firmato un settlement agreement triennale con l’UEFA.

La sanzione può arrivare a 20 milioni, con 14 milioni condizionati al raggiungimento degli obiettivi concordati, e l’accordo prevede anche limitazioni sulla registrazione dei nuovi giocatori nelle competizioni europee.

Il capitale dell’azionista, dunque, non è una scorciatoia. La Juventus deve continuare a migliorare strutturalmente i propri conti.

Ed è qui che la faccenda diventa interessante: deve risparmiare senza diventare più debole.

Gennaio diventa diverso?

Forse.

Non necessariamente più ricco. Diverso.

Se la Juventus individua oggi un giocatore considerato decisivo per giugno e a gennaio si apre una possibilità, avere una struttura finanziaria più robusta permette almeno di ragionare sull’anticipo dell’operazione.

Prima magari bisognava vendere. Domani potrebbe non essere sempre necessario. Naturalmente entro i limiti UEFA e senza trasformare un aumento di capitale in nuovo deficit strutturale.

Perché il punto non è spendere 250 milioni. E spenderli — direttamente o indirettamente — in modo da non averne bisogno di altri 250 fra tre anni.

La Juve sta comprando una possibilità

È probabilmente questa la lettura più interessante.

Exor non compra soltanto tempo. Compra una possibilità. Quella di attraversare il prossimo rosso senza smontare il progetto sportivo; tornare in Champions senza essere costretti a sacrificare pezzi della squadra per arrivarci; far crescere i ricavi mentre si continua a ridurre ciò che pesa sui conti.

Adesso tocca alla Juventus trasformare quella possibilità in qualcosa di concreto. Perché 66 milioni di perdita possono essere spiegati.

Un’altra ricapitalizzazione tra qualche anno sarebbe molto più difficile da raccontare. E allora il vero risultato di questi 250 milioni non lo leggeremo nel prossimo acquisto.

Lo capiremo quando arriverà un’offerta per un giocatore importante e la Juventus potrà permettersi di rispondere semplicemente: no.

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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