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Bulgarelli: «Juventus, così non va. Non possiamo continuare a buttare punti»

Bulgarelli: «Juventus, così non va. Non possiamo continuare a buttare punti»

Il pareggio contro il Cagliari della Juventus riporta alla luce le difficoltà della scorsa stagione. Lorenzo Bulgarelli non risparmia critiche a Spalletti e chiede un cambio di rotta, a partire dal modulo.

Di Luca Berti

Cinque punti lasciati per strada nelle prime sei giornate contro Sassuolo e Cagliari. Per una Juventus chiamata a ritrovare continuità, è un bilancio che alimenta inevitabilmente amarezza e preoccupazione, soprattutto perché certe difficoltà ricordano quelle già vissute durante il campionato precedente.

Lorenzo Bulgarelli parla della Juventus con la delusione di chi si aspettava segnali più convincenti. La sua analisi parte dai risultati, ma si allarga alle responsabilità dei giocatori, alle scelte di Luciano Spalletti e alla mancanza di un centravanti capace di trasformare con regolarità le occasioni create.

– Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico, da sempre appassionato di calcio. Ha iniziato il suo percorso su YouTube con l’obiettivo di confrontarsi con il pubblico, arrivando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale. (link a precedenti interviste)

Bulgarelli Juventus: «È un pareggio che sa di sconfitta»

È un pareggio che sa di sconfitta?

«Assolutamente sì, è un pareggio che sa di sconfitta. L’anno scorso ci eravamo lamentati tutti perché la Juventus aveva buttato via praticamente il campionato contro le squadre medio-piccole, lasciando per strada tra i 20 e i 25 punti.

E quest’anno siamo già punto e a capo. Nelle prime sei giornate abbiamo perso altri cinque punti: tre contro il Sassuolo e due contro il Cagliari.

Una squadra che si chiama Juventus non può permettersi di commettere nuovamente passi falsi di questo tipo. È la dimostrazione che, rispetto allo scorso anno, non è cambiato assolutamente nulla.

Certo, siamo soltanto all’inizio e c’è ancora tutto il tempo per recuperare e fare bene. Ma oggi, guardando quello che sta succedendo, le sensazioni non possono essere positive».

Bulgarelli Lorenzo sulla Juventus
Lorenzo Bulgarelli – YouTuber e opinionista

Le responsabilità: Spalletti non è esente da colpe

È più responsabilità dei giocatori, di Spalletti oppure è suddivisa tra loro?

«Le responsabilità sono sicuramente di tutti. Spalletti non può essere ritenuto responsabile se Kolo Muani, dall’interno dell’area piccola, colpisce la traversa anziché segnare, oppure se fallisce un’altra occasione clamorosa.

I calciatori devono assumersi le proprie responsabilità, perché certe opportunità vanno sfruttate. Però anche Spalletti ha le sue colpe, soprattutto per alcune scelte che considero davvero scellerate.

Mi domando, per esempio, come sia possibile lasciare fuori un giocatore come Edon Zhegrova, che sta attraversando un periodo di grande forma.

Per me dovrebbe giocare titolare, anche perché non è stato inserito nella lista UEFA per l’Europa League e, quindi, questa rappresentava una grande occasione per lui.

Arrivava da prestazioni positive sia con la Juventus sia con la nazionale, eppure Spalletti ha deciso di lasciarlo fuori. Una scelta che non condivido assolutamente.

Per quanto mi riguarda, le responsabilità sono al 50% dei giocatori e al 50% dell’allenatore. Anzi, forse attribuirei qualcosa in più proprio a Spalletti».

Una squadra prevedibile e un modulo che non convince

Spalletti ha più certezze o più dubbi?

«Per me ha molti più dubbi che certezze. Basta ascoltare le sue dichiarazioni dopo la partita per rendersi conto della difficoltà che sta attraversando.

A volte ho la sensazione che Spalletti veda una partita diversa da quella che vediamo noi. Contro il Cagliari ha parlato di una buona Juventus, ma io non sono assolutamente d’accordo.

Nel secondo tempo qualche occasione è stata creata, questo è vero, però il possesso palla rimane lento, sterile e prevedibile. Per gli avversari è troppo semplice leggere le nostre giocate.

Il Cagliari, infatti, non ha avuto particolari difficoltà nel contenere la Juventus.

Quando finalmente sono state schierate due punte, qualcosa è cambiato. Ed è qui che nasce la domanda: perché Spalletti continua a insistere sul 4-2-3-1?

Prima della sosta per le nazionali avevamo visto una Juventus schierata con il 3-4-2-1, un modulo che sembrava aver dato un’identità alla squadra.

Poi il campionato è ripreso e siamo tornati alle vecchie abitudini, con gli stessi problemi e gli stessi errori. Da un allenatore della Juventus mi aspetto qualcosa di diverso».

Cambiare sistema di gioco e concedere riposo

Quali scelte per le prossime sfide? Quale sarebbe la soluzione migliore?

«Io cambierei modulo, senza alcun dubbio. Bisogna trovare un sistema di gioco che permetta ai calciatori di esprimersi nelle condizioni migliori, perché il 4-2-3-1, evidentemente, non sta dando i risultati che ci aspettavamo.

Prendiamo McKennie: schierato sulla trequarti, finisce per girare a vuoto e spesso si allarga sulla destra, andando a occupare gli stessi spazi di Conceição e Kalulu.

In questo modo i giocatori si pestano i piedi e la squadra perde efficacia.

Poi darei un po’ di riposo a chi ha giocato tanto e sembra essere in difficoltà. Penso a Kalulu, a Celik e Luiz e soprattutto a McKennie, che avrebbe bisogno di rifiatare.

Aggiungerei anche Lucumí. È arrivato da poco, ma finora mi è sembrato un pesce fuor d’acqua e le sue prestazioni non sono state positive.

Quindi non cambierei soltanto il modulo, ma anche alcuni uomini.

Adesso bisognerà capire se Spalletti avrà il coraggio di provare soluzioni differenti oppure continuerà a insistere sulle proprie convinzioni, rischiando di sbattere ancora la testa contro il muro».

Kolo Muani e la necessità di un vero numero 9

Se Kolo Muani fosse riuscito a ribaltare la partita, la tua analisi cambierebbe?

«Avrei giudicato diversamente la sua singola prestazione, ma non avrei cambiato completamente idea sul giocatore.

Il gol che ha segnato lo considero anche fortunoso, perché da quando è arrivato alla Juventus ha avuto più di dieci occasioni nitide e ne ha concretizzata soltanto una. Le opportunità importanti non gli sono mancate.

Per me Kolo Muani non è un attaccante adatto alla Juventus, soprattutto se deve giocare da centravanti. Gli mancano le caratteristiche e il cinismo che servono a una vera prima punta.

Se contro il Cagliari, delle quattro occasioni avute, ne avesse realizzate almeno due, il mio giudizio sulla partita sarebbe stato sicuramente diverso.

Ma segnare una volta e sbagliare altre tre occasioni importanti è una situazione che considero quasi insostenibile.

Il problema è che alle sue spalle c’è Woltemade, che non mi sembra un attaccante capace di cambiare radicalmente la situazione.

Questa Juventus avrebbe bisogno di un vero numero 9. Né il francese né il tedesco, secondo me, hanno dimostrato finora di possedere le caratteristiche necessarie.

Il mio giudizio su Kolo Muani, quindi, rimane pesantemente negativo».

La Juventus deve ritrovare le proprie certezze

Il pareggio di Cagliari non compromette il campionato, ma contribuisce a rendere più evidente una difficoltà che i tifosi juventini conoscono bene: la fatica nel trasformare il possesso palla e le occasioni create in risultati concreti.

Le parole di Bulgarelli esprimono una richiesta precisa. Non basta cercare giustificazioni negli episodi o nelle occasioni fallite; occorre individuare un sistema di gioco capace di valorizzare i calciatori e restituire alla squadra un’identità riconoscibile.

Spalletti dispone ancora del tempo necessario per intervenire. La Juventus, però, deve cominciare a raccogliere punti con maggiore continuità, perché una stagione ambiziosa si costruisce anche attraverso le partite che, almeno sulla carta, sembrano meno complicate.

Fonti ufficiali

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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