Spalletti Juventus, cosa è cambiato dopo il Sassuolo?
Il percorso della Juventus di Spalletti passa anche dalla capacità di adattare modulo e caratteristiche dei giocatori alle diverse situazioni. Per approfondire il momento della squadra, abbiamo parlato con Lorenzo Bulgarelli, che si è soffermato sulla lezione arrivata dal Sassuolo, sulla risposta contro l’Atalanta e sui giocatori che stanno offrendo le indicazioni più interessanti in questo avvio di stagione.
– Lorenzo Bulgarelli è un analista tattico certificato, opinionista televisivo e speaker radiofonico, da sempre appassionato di calcio. Ha iniziato il suo percorso su YouTube con l’obiettivo di confrontarsi con il pubblico, arrivando successivamente in televisione e in radio con una rubrica personale. (link a precedenti interviste)

Il passo falso contro il Sassuolo può essere stato utile per Spalletti? Quanto ha inciso, secondo te, sulla sua capacità di cambiare qualcosa nelle convinzioni tattiche mostrate finora?
Il KO col Sassuolo sicuramente ha insegnato qualcosa, non solo alla squadra, ma anche a Spalletti. O meglio, gli ha dato una lezione.
All’inizio abbiamo visto un allenatore che, a prescindere dai risultati, e vale anche per la parte finale della scorsa stagione, non era per nulla flessibile. Andava avanti con le sue convinzioni, anche a costo di continuare a perdere punti. In tal senso, questo 4-2-3-1 non ha mai aiutato certi giocatori a trovare la giusta posizione in campo.
Questa sconfitta contro il Sassuolo permette invece a Spalletti di capire che forse è il caso di trovare soluzioni alternative, di provare qualcosa di diverso. E, seppur contro una squadra di modesta caratura come il NEC, abbiamo visto una Juve con un modulo diverso e i gol sono arrivati.
Contro l’Atalanta, che non è quella delle passate stagioni ma rimane pur sempre una squadra temibile, con individualità di livello per il livello medio-basso della Serie A, è riuscito comunque a vedere una Juventus in grado di fare la differenza. Una Juventus che per larghi tratti ha dominato la formazione bergamasca, strameritando la vittoria.
Quindi sì, sicuramente Spalletti ha tratto giovamento dal passo falso contro la formazione neroverde.
La vittoria con l’Atalanta ha mostrato una Juve convincente, ma quali sono stati gli aspetti individuali che ti hanno lasciato qualche dubbio?
È stata una partita nel complesso positiva, nella quale abbiamo visto tanti giocatori metterci cuore, anima e cercare, come si suol dire, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, provando a dare il massimo.
L’unica cosa che non mi è piaciuta è stata la prestazione di un paio di elementi. Uno sicuramente è Kalulu, un giocatore che purtroppo sta vivendo un periodo di flessione. Solamente una svista arbitrale, o del VAR per così dire, non ci ha penalizzati con un calcio di rigore sacrosanto in favore dei bergamaschi.
Dato inutile dirlo, quel rigore c’era. A parti invertite, ci saremmo lamentati tutti quanti, gridando allo scandalo.
E sicuramente anche la prestazione di Douglas Luiz. Da un giocatore della sua qualità mi aspetto più pulizia nel gioco, più visione, più imprevedibilità. Invece mi è sembrato ancora molto scolastico. Fino a quando non è entrato Sarr nel secondo tempo: allora, in una mediana a tre, con lui più libero di spaziare, di allargare il gioco e di sfruttare la sua visione, è salito sicuramente di più in cattedra.
Per Douglas Luiz è un problema risolvibile anche solo a livello di modulo. Il discorso con Kalulu è diverso. Forse un po’ di panchina, o magari queste tre settimane di sosta, gli faranno bene. Ma di sicuro Kalulu non è un problema in questa Juve, anzi.
Se dovessi uscire dai nomi più scontati e indicare un giocatore che ti sta sorprendendo in questo avvio di stagione, su chi cadrebbe la tua scelta e perché?
Voglio rispondere a questa domanda in maniera un po’ atipica. Se c’è un giocatore che in questo inizio di stagione mi sta convincendo veramente tanto, è Zeki Çelik.
Dire Nico Gonzalez sarebbe troppo facile, perché conosciamo la sua garra da buon argentino. Idem con Conceição o Alajbegovic.
Scelgo il turco perché è un giocatore che è arrivato a Torino quasi passato inosservato, un giocatore a parametro zero che arrivava come riserva di Kalulu e che invece è riuscito fin da subito a ritagliarsi uno spazio da titolare, complici sicuramente gli infortuni di Cambiaso e Kabal.
È un giocatore che, a prescindere dal mio modo di vedere, per il tipo di calcio che sta esprimendo, per la sua utilità in fase difensiva, è sempre presente, ma soprattutto ha una grande propensione offensiva: spinge e crea occasioni.
Contro il NEC ha trovato il gol e ha fornito anche un assist. Contro l’Atalanta ha fornito un altro assist per il gol di Conceição.
Un giocatore che quindi non solo a livello difensivo, ma anche a livello offensivo, fa sentire il suo peso specifico.
Sicuramente Çelik è ad oggi il senior più grande, ma è uno dei principali acquisti della nostra Juventus.
Dopo queste ultime partite arriverà la sosta per le nazionali. Quali sono le condizioni che dovrà ritrovare la Juventus alla ripresa per evitare di interrompere questo percorso di crescita?
Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere, perché il cuore mi dice di una Juventus che continuerà a viaggiare sull’onda dell’entusiasmo, forte di queste due vittorie tra Europa League e campionato. E potrà continuare a dire la sua anche contro il Cagliari e allora arriveranno sicuramente i tre punti.
Il cervello, però, mi dice un’altra cosa.
In queste ultime, soprattutto due stagioni, abbiamo visto una Juventus che dava a volte la sensazione di essere in ripresa, di essere finalmente in grado di aumentare i giri del motore e innestare la marcia successiva. E invece poi è arrivata costantemente una doccia fredda.
Così, di fatto, è stato anche in questo inizio di stagione: due buone vittorie, un pareggio contro il Milan, dove comunque la Juve la prestazione l’aveva fatta e meritava sicuramente tre punti. Sembravamo essere sulla strada giusta e poi è arrivata la doccia fredda col Sassuolo
Per cui mi aspetto una Juventus prima di tutto attenta, concentrata e riequilibrata.
Da questo poi deriveranno i prossimi risultati: se queste cose ci saranno, allora la Juve potrà continuare a vincere e a dimostrare di essere sulla giusta strada per continuare a crescere. Altrimenti arriverà un’altra doccia fredda.
Speriamo vivamente di no.