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Spalletti, metodo ed entusiasmo: la sfida della Juventus

Spalletti, metodo ed entusiasmo: la sfida della Juventus

La domanda, oggi, non è soltanto quanto peseranno le assenze di Yildiz, Thuram e Locatelli. La domanda è quanto la Juventus riuscirà a far pesare meno quelle assenze attraverso il lavoro di Spalletti. I tre giocatori sono infatti indisponibili per problemi fisici certificati dalla Juventus e questo rende ancora più importante la capacità dell’allenatore di tenere compatto il gruppo. Bollettino medico Yildiz · Bollettino medico Thuram · Bollettino medico Locatelli

Link da associare ai passaggi sull’approccio di Spalletti:

Spalletti deve diventare ancora più importante proprio perché alla squadra mancano alcuni dei suoi riferimenti.

Spalletti deve trasformare il metodo in entusiasmo

E qui arriva il tema che mi interessa maggiormente: l’entusiasmo.

Serve il “bastone e carota”? Probabilmente sì. Serve una guida forte, serve disciplina, serve una squadra che sappia stare dentro un’organizzazione precisa. Ma può bastare?

Io non ne sono convinto.

Una squadra orientata ad attaccare, a prendere l’iniziativa, ad alzare il ritmo, non può vivere soltanto di regole. Ha bisogno di sentirsi coinvolta, di avere la sensazione che quello che sta facendo abbia un senso e soprattutto che possa portarla a qualcosa di importante.

Lo stesso Spalletti, dopo il pareggio con il Milan, ha sottolineato l’atteggiamento propositivo della Juventus, parlando di una squadra che ha cercato continuamente di pressare e di alzare il ritmo. Juventus-Milan, la conferenza stampa di Spalletti · Le interviste di Spalletti dopo Juventus-Milan

Questo è il punto di partenza.

Ma adesso bisogna fare un passo ulteriore.

Il metodo costruisce la squadra. L’entusiasmo le dà energia.

Il problema è capire come arrivarci.

Spalletti e Cabal
Spalletti, il metodo del bastone e della carota

L’aura di Spalletti può colmare il vuoto?

L’aura di Spalletti non deve essere soltanto quella dell’allenatore che sa cosa fare. Deve diventare la sicurezza che trasmette alla squadra quando le cose si complicano.

Quando mancano Yildiz, Thuram e Locatelli, il rischio è che l’assenza dei tre giocatori diventi un alibi inconsapevole. Non necessariamente una giustificazione dichiarata, ma quella sensazione che porta una squadra a pensare di essere meno forte.

Spalletti deve impedire proprio questo.

Gli avversari dovranno vedere una Juventus con tre giocatori in meno.

Non una Juventus con tre certezze in meno.

E per riuscirci non basterà il modulo, non basteranno le indicazioni tattiche e non basterà nemmeno il carattere.

Servirà la capacità dell’allenatore di creare una convinzione collettiva.

È qui che il “bastone e carota” deve trovare il suo equilibrio con l’entusiasmo. Il bastone serve a mantenere la direzione, la carota serve a dare una prospettiva. Ma l’entusiasmo è ciò che può trasformare una squadra che esegue in una squadra che crede.

La Juventus non deve aspettare il ritorno degli assenti.

Deve dimostrare di poter crescere anche senza di loro.

Yildiz, Thuram e Locatelli devono essere assenti per la Juventus, ma non presenti nella testa della Juventus.

E questa, forse, è la vera sfida di Spalletti.

Perché il metodo può dare ordine, l’aura può dare sicurezza, ma soltanto l’entusiasmo può restituire alla Juventus quella voglia di giocare che una grande squadra deve necessariamente avere.

Spalletti deve essere il garante del metodo, ma non può essere soltanto il garante del metodo.

Deve riuscire a restituire alla Juventus anche la voglia di giocare.

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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