La nuova Serie A porterà con sé anche alcune novità regolamentari. E non si tratta soltanto di piccoli ritocchi destinati agli arbitri: alcune modifiche potrebbero essere facilmente visibili già dalle prime giornate di campionato.
Alla vigilia della stagione 2026/27, Lega Serie A e AIA hanno organizzato un incontro tecnico con i rappresentanti delle venti società del massimo campionato. A spiegare le nuove disposizioni sono stati il direttore tecnico dell’AIA Domenico Messina e il designatore CAN Daniele Orsato. Per la Lega erano presenti, tra gli altri, il presidente Ezio Simonelli e l’amministratore delegato Luigi De Siervo.
L’obiettivo principale delle modifiche approvate dall’IFAB è abbastanza evidente: ridurre le perdite di tempo e aumentare il tempo effettivo di gioco.
Alcune situazioni che fino allo scorso campionato venivano gestite con richiami e ammonizioni avranno quindi conseguenze molto più immediate.

Cinque secondi per battere una rimessa laterale
Una delle novità più facili da notare riguarda le rimesse laterali.
Quando l’arbitro riterrà che una squadra stia deliberatamente perdendo tempo prima di effettuare una rimessa, potrà avviare un conto alla rovescia visibile di cinque secondi.
Da quel momento il giocatore dovrà rimettere il pallone in gioco.
Se non lo farà entro i cinque secondi, la rimessa passerà direttamente agli avversari.
È una modifica apparentemente piccola, ma potrebbe incidere parecchio soprattutto nei minuti finali delle partite. Diventa più difficile, ad esempio, prendere il pallone, aspettare l’arrivo di un compagno, cambiare battitore e guadagnare qualche secondo prima di rimettere in gioco.
L’ammonizione non sarà automatica: il cartellino potrà comunque arrivare in caso di ulteriore ed eccessivo ritardo.
Perdita di tempo sul rinvio? Può arrivare un calcio d’angolo
Ancora più pesante è la modifica relativa ai calci di rinvio.
Il principio è praticamente lo stesso.
Se una squadra ritarda volontariamente la ripresa del gioco, l’arbitro potrà iniziare il conteggio dei cinque secondi. Se il pallone non verrà giocato entro la fine del countdown, gli avversari otterranno un calcio d’angolo.
Una punizione decisamente più concreta rispetto a un semplice richiamo.
La nuova disposizione segue la strada intrapresa nella scorsa stagione con la regola degli otto secondi per i portieri: se l’estremo difensore trattiene il pallone con le mani troppo a lungo, viene assegnato un corner agli avversari.
Il messaggio dell’IFAB è quindi abbastanza chiaro: perdere volontariamente secondi nelle situazioni di gioco fermo dovrà diventare sempre meno conveniente.
Anche le sostituzioni finiscono sotto cronometro
Attenzione poi alle sostituzioni.
Con il nuovo protocollo, il giocatore sostituito dovrà lasciare il terreno di gioco entro dieci secondi dalla comparsa del proprio numero sulla lavagna luminosa o dal segnale dell’arbitro.
Qui la conseguenza è particolare.
Se il giocatore impiega più tempo del consentito, dovrà comunque uscire, ma il compagno destinato a sostituirlo non potrà entrare immediatamente. Dovrà attendere la prima interruzione successiva al trascorrere di un minuto dalla ripresa del gioco.
Tradotto: trascinarsi lentamente verso la panchina per far passare secondi nel finale potrebbe lasciare temporaneamente la propria squadra con un uomo in meno.
Una situazione che gli allenatori dovranno probabilmente spiegare molto bene ai propri calciatori.
Un minuto fuori dopo le cure mediche
Un’altra modifica riguarda gli infortuni.
Quando un calciatore riceve cure o una valutazione medica sul terreno di gioco, oppure il suo problema fisico provoca l’interruzione della partita, dovrà normalmente uscire dal campo e rimanere fuori per un minuto effettivo dopo la ripresa del gioco.
Ci sono delle eccezioni.
La regola, ad esempio, non penalizza nello stesso modo un giocatore che ha bisogno di cure dopo aver subito un fallo fisico per il quale l’avversario viene ammonito o espulso.
Anche in questo caso l’intenzione è abbastanza trasparente: limitare quelle interruzioni nelle quali è difficile stabilire quanto un giocatore sia realmente impossibilitato a proseguire e quanto, invece, stia semplicemente cercando di spezzare il ritmo della partita.
Cambia anche il VAR: può intervenire sul secondo giallo
Ci sono novità interessanti anche davanti ai monitor.
Fino a oggi uno dei casi più discussi riguardava le espulsioni provocate da un secondo cartellino giallo. Il VAR non poteva normalmente intervenire sul secondo giallo come avrebbe fatto su un’espulsione diretta.
Dal 2026/27 cambia qualcosa.
Il VAR potrà intervenire quando una seconda ammonizione che determina l’espulsione risulta chiaramente errata.
Non significa che ogni secondo cartellino giallo verrà analizzato come un calcio di rigore.
L’intervento è previsto in presenza di un errore chiaro. Ma la possibilità di correggere un’espulsione sbagliata rappresenta comunque una modifica importante.
Viene ampliato anche l’intervento nei casi di scambio di persona, quando l’arbitro assegna un cartellino al calciatore sbagliato.
VAR sui calci d’angolo? Sì, ma solo in alcuni casi
C’è poi una novità che potrebbe far discutere parecchio.
L’IFAB permette alle competizioni di utilizzare il VAR anche quando viene assegnato un calcio d’angolo chiaramente sbagliato, a condizione che la correzione possa essere effettuata immediatamente e senza rallentare la ripresa del gioco.
Si tratta però di un’opzione lasciata alle singole competizioni, non di un controllo sistematico di ogni corner.
C’è anche un’altra condizione fondamentale: se la squadra batte rapidamente il calcio d’angolo, la decisione non può più essere modificata.
L’idea, quindi, non è quella di aggiungere lunghe revisioni VAR per stabilire chi abbia toccato per ultimo un pallone uscito sul fondo.
Si vuole piuttosto correggere rapidamente l’errore quando le immagini forniscono immediatamente una risposta evidente.

Rigori e doppio tocco: chiarita definitivamente la regola
Un’altra modifica entra in una situazione diventata famosa negli ultimi anni: il calciatore che, battendo un rigore, tocca accidentalmente il pallone due volte.
Le regole 2026/27 incorporano definitivamente il chiarimento già introdotto dall’IFAB.
Se il doppio tocco è accidentale e il pallone entra in porta, il calcio di rigore viene ripetuto. Se invece il pallone non entra, viene assegnato un calcio di punizione indiretto alla squadra avversaria.
La distinzione importante è proprio quella tra un secondo tocco involontario e uno deliberato.
Una Serie A con meno tempi morti?
Non è casuale che la Lega abbia organizzato un incontro specifico con tutte le società prima dell’inizio del campionato.
De Siervo ha sottolineato come molte delle modifiche riguardino proprio le situazioni di gioco fermo, con l’intenzione di aumentare il tempo effettivo e rendere le partite più dinamiche.
Adesso bisognerà vedere cosa succederà realmente sul campo.
Il conto alla rovescia su rimesse e rinvii, il minuto fuori dal terreno di gioco dopo determinate cure mediche e i dieci secondi concessi per lasciare il campo durante una sostituzione potrebbero cambiare alcune abitudini consolidate.
Soprattutto nei minuti finali.
Per anni abbiamo visto giocatori camminare lentamente verso la panchina, portieri prendersi parecchio tempo per rimettere il pallone in gioco e rimesse laterali passare dalle mani di un calciatore a quelle di un compagno.
Da questa stagione alcune di quelle scene potrebbero costare decisamente più care.
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