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Juventus-Cremonese 0-1, il risultato conta poco. L’atteggiamento un po’ di più

Juventus-Cremonese 0-1, il risultato conta poco. L’atteggiamento un po’ di più

Perdere un’amichevole durante la sosta per le Nazionali non cambia una stagione e probabilmente, tra qualche settimana, nessuno ricorderà neppure lo 0-1 di Juventus-Cremonese alla Continassa. Sarebbe quindi sbagliato trasformare una sgambettata in un processo, soprattutto considerando quanti giocatori Luciano Spalletti aveva lontano da Torino.

Detto questo, anche le amichevoli possono raccontare qualcosa.

E quella contro la Cremonese non ha raccontato una bella Juventus.

Gli ospiti sono sembrati più vivi, più aggressivi e soprattutto più convinti di quello che stavano facendo, mentre i bianconeri hanno faticato a costruire gioco e ad aumentare il ritmo. Il gol di Bonazzoli ha deciso una partita nella quale il risultato rappresenta probabilmente l’aspetto meno interessante: a lasciare qualche perplessità è stata soprattutto la sensazione di una squadra troppo morbida.

Juventus-Cremonese, Spalletti?
LUCIANO SPALLETTI PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Juventus-Cremonese e quel Cambiaso davanti alla difesa

Spalletti, però, qualcosa ha provato.

Andrea Cambiaso davanti alla difesa era probabilmente l’esperimento tattico più curioso della giornata. Un giocatore capace di occupare quasi ogni zona del campo poteva diventare una soluzione alternativa anche in cabina di regia, soprattutto in una situazione di emergenza come quella determinata dalle assenze.

La risposta non è stata particolarmente convincente, ma sarebbe ingiusto scaricare il giudizio sul giocatore. Cambiaso ha mostrato qualche buona intuizione senza riuscire a governare realmente la manovra, inserito però in un centrocampo nel quale McKennie era praticamente l’unico riferimento abituale della prima squadra.

Senza automatismi e senza un vero regista accanto, anche le qualità di Cambiaso sono rimaste soffocate dentro una Juventus che faceva fatica ad accompagnare l’azione.

Quando entrano i ragazzi cambia qualcosa

Poi arriva l’aspetto curioso della partita.

Dal 66′ Spalletti cambia praticamente tutto e la Juventus diventa soprattutto Next Gen. Ci si potrebbe aspettare una squadra ancora più in difficoltà e invece aumenta l’intensità, arrivano più palloni nella metà campo della Cremonese e Durmisi colpisce anche il palo.

Attenzione a non trasformare questa osservazione in un confronto improprio: il momento della partita era diverso e sarebbe semplicistico sostenere che i giovani abbiano fatto meglio dei titolari.

Però correvano.

Cercavano qualcosa.

E in un’amichevole nella quale il risultato conta pochissimo, proprio l’atteggiamento diventa uno dei pochi elementi sui quali vale la pena soffermarsi.

Kolo Muani: ancora troppo poco per quello che può dare

Bremer e Gatti hanno offerto una prova positiva, mentre Kolo Muani continua a lasciare una sensazione sospesa. Il francese si è acceso soprattutto sul finire del primo tempo e all’inizio della ripresa, entrando maggiormente nel gioco, ma nelle situazioni favorevoli è mancata ancora quella cattiveria necessaria per trasformare una buona iniziativa in qualcosa di realmente pericoloso.

Ed è quasi un peccato che sia uscito prima della fase migliore della Juventus.

Sarebbe stato curioso vederlo insieme ai ragazzi della Next Gen, quando la squadra ha cominciato finalmente a portare uomini e palloni con maggiore frequenza nella trequarti della Cremonese. Forse avrebbe avuto più occasioni per attaccare la profondità e, soprattutto, per cercare la porta.

Nessun allarme, ma nemmeno tutto da buttare nel cestino

Alla fine la domanda resta molto semplice: era soltanto una sgambettata?

Se la risposta è sì, possiamo chiuderla qui. Novanta minuti nelle gambe, qualche esperimento e appuntamento a martedì.

Se invece Spalletti voleva capire qualcosa in più, allora qualche riflessione dovrà farla, perché dalla prima parte della gara sono arrivate poche risposte e dalla seconda, curiosamente, qualche segnale interessante in più.

La vera Juventus sarà naturalmente un’altra, con il ritorno dei Nazionali e una rosa nuovamente vicina alla normalità. A quel gruppo si unirà anche Neto, che non ha partecipato all’amichevole ma è pronto a tornare a lavorare con la squadra.

Quanto giocherà lo deciderà Spalletti. Quanto potrà essere utile nello spogliatoio, invece, potrebbe non dipendere soltanto dalle presenze: esperienza, personalità e conoscenza della Juventus sono qualità che questa squadra può sfruttare.

E dalle sue prime parole si capisce una cosa: Neto è felice di essere tornato.

Bentornato.

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Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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