La moviola di Juventus-Napoli 2-0 è stata caratterizzata da diversi episodi arbitrali destinati a far discutere. Nella sfida disputata domenica 1° novembre 2026 all’Allianz Stadium, l’arbitro Simone Sozza è finito sotto la lente d’ingrandimento per alcune decisioni sui cartellini e per i contatti avvenuti nell’area di rigore.
La Juventus di Luciano Spalletti ha conquistato i tre punti grazie alle reti di Kerim Alajbegovic al 70′ e di Jeremie Boga all’87’. Il Napoli ha terminato la partita in dieci uomini dopo l’espulsione di Luca Marianucci per doppia ammonizione.
Vediamo gli episodi principali della moviola di Juventus-Napoli, con particolare attenzione al ruolo del VAR e alle valutazioni degli esperti arbitrali.
Juventus-Napoli, Koopmeiners su Anguissa: manca il cartellino giallo?
Uno dei primi episodi controversi arriva nei primi minuti della partita. Teun Koopmeiners interviene duramente su André-Frank Zambo Anguissa, colpendo il centrocampista del Napoli nella zona della gamba.
Simone Sozza lascia proseguire il gioco senza estrarre il cartellino. L’intervento suscita proteste e discussioni, soprattutto per il punto di contatto e la dinamica del contrasto.
Secondo le analisi pubblicate dopo la gara, l’ammonizione sarebbe stata il provvedimento più appropriato. Si è discusso anche dell’eventualità del cartellino rosso diretto, ma il VAR non ha richiamato l’arbitro al monitor.
L’episodio resta uno dei più delicati della direzione arbitrale: il mancato cartellino giallo ha alimentato il dibattito sulla gestione disciplinare del match.
Lucumí graziato: possibile secondo cartellino giallo
Un altro episodio da moviola riguarda Jhon Lucumí. Il difensore della Juventus viene ammonito nel primo tempo per un intervento su Lorenzo Lucca.
Successivamente, il colombiano è protagonista di un altro contrasto con l’attaccante del Napoli. Il contatto, giudicato irregolare da diversi commentatori, riapre la discussione sulla possibilità di una seconda ammonizione.
L’arbitro Sozza decide di non estrarre il secondo cartellino giallo e lascia Lucumí in campo. La scelta è stata contestata da alcuni osservatori, mentre altre analisi hanno ritenuto che il secondo intervento non fosse necessariamente da ammonizione.
Il punto centrale è la coerenza nella gestione dei cartellini: dopo la prima sanzione, ogni successivo intervento del difensore viene inevitabilmente valutato con maggiore attenzione.
Rigore Juventus, Olivera su Cabal: il VAR fa bene a non intervenire?
Intorno alla mezz’ora la Juventus protesta per un contatto in area tra Mathías Olivera e Juan Cabal. Il difensore bianconero finisce a terra e i giocatori della squadra di Spalletti chiedono il calcio di rigore.
Sozza lascia proseguire e la sala VAR non interviene per modificare la decisione presa sul terreno di gioco.
Le valutazioni successive hanno evidenziato la presenza di un contatto, giudicato però troppo lieve per giustificare un calcio di rigore. Secondo l’analisi di Luca Marelli riportata da DAZN, il tocco sul tallone di Cabal non sarebbe stato sufficiente per considerare l’episodio un’infrazione punibile con il penalty.
La decisione finale è quindi quella di non concedere il rigore alla Juventus. L’episodio rimane uno dei più discussi della partita, ma il semplice contatto non comporta automaticamente un fallo da rigore.
Woltemade a terra in area: giusto lasciar correre
Nella ripresa, la Juventus torna a chiedere un intervento arbitrale per un contatto in area che coinvolge Nick Woltemade.
L’attaccante bianconero cerca di arrivare sul pallone dopo un cross, ma finisce a terra in seguito a un contatto con un avversario del Napoli.
Anche in questa occasione Sozza non assegna il calcio di rigore. Le valutazioni riportate do