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Juve, Locatelli fuori: non è il momento del panico

Juve, Locatelli fuori: non è il momento del panico

L’infortunio di Manuel Locatelli mette la Juventus davanti a un problema serio. Il centrocampo perde un elemento importante e la rosa, numericamente, non offre margini enormi. La tentazione sarà quindi quella di accelerare i rientri, cercare uno svincolato, inventarsi qualcosa. Forse, invece, bisogna fare il contrario. Bisogna fermarsi.

Le emergenze nel calcio hanno una caratteristica precisa: obbligano tutti a cercare immediatamente una soluzione. Ma non sempre la soluzione immediata è quella giusta.

La Juventus ha comunicato che Locatelli è stato sottoposto con successo alla sutura del menisco esterno del ginocchio destro e che inizierà il programma riabilitativo. Per ora non sono stati comunicati tempi ufficiali di recupero.

La nota ufficiale della Juventus: Bollettino medico: le condizioni di Locatelli e Boga

Locatelli 3
MANUEL LOCATELLI PREOCCUPATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il mercato non deve diventare una reazione emotiva

Ogni infortunio genera automaticamente la stessa domanda: “Chi compriamo?”

È una domanda comprensibile. Non necessariamente corretta.

Prendere uno svincolato perché manca un centrocampista può sembrare una soluzione semplice. Ma se quel giocatore non è realmente utile al progetto, la Juventus avrebbe soltanto trasformato un’emergenza temporanea in un problema permanente.

Contratto, ingaggio, bilancio, spazio in rosa: tutto resta.

E quando Locatelli e gli altri infortunati saranno nuovamente disponibili, quello che oggi sembra un rimedio potrebbe diventare un ostacolo.

Prima la salute, poi il calendario

Lo stesso discorso vale per gli infortunati.

McKennie, Cambiaso e Sarr torneranno quando saranno pronti. Non quando la Juventus ne avrà bisogno.

Sembra una sottigliezza. Non lo è.

La medicina non può essere subordinata al calendario.

Una ricaduta cambierebbe completamente lo scenario e potrebbe lasciare la squadra ancora più scoperta.

Per questo qualche difficoltà in più nelle prossime partite può essere un prezzo accettabile.

La Next Gen non può essere sempre l’ultima scelta

E allora perché non guardare dentro casa?

La Next Gen esiste anche per questo: per creare un ponte tra il settore giovanile e la prima squadra.

Naturalmente non tutti i giovani sono pronti. Ma se esiste un profilo che può sostenere il livello della Juventus, l’emergenza può diventare un’opportunità.

Non gli si deve chiedere di risolvere l’assenza di Locatelli.

Gli si deve chiedere semplicemente di giocare.

Il calcio non è sempre una questione di risposte immediate

Forse la Juventus deve accettare una cosa che nel calcio moderno sembra quasi proibita: non avere subito la soluzione perfetta.

Può capitare.

Una rosa può attraversare un momento di difficoltà. Una squadra può perdere qualche punto. Un allenatore può essere costretto a cambiare qualcosa.

Non significa che la stagione sia compromessa.

Significa che bisogna gestire un passaggio complicato.

E qui si misura anche la qualità della società.

Una società forte non è quella che ogni volta che perde un giocatore corre sul mercato.

È quella che sa capire quando intervenire e quando, invece, non intervenire.

Oggi la Juventus ha bisogno di equilibrio.

Locatelli è fuori. Il centrocampo è corto. Ma la risposta non deve essere necessariamente un acquisto, né un rientro forzato.

Può essere molto più semplicemente: andiamo avanti con quello che abbiamo.

Se servirà sacrificare qualche punto, si farà.

Perché perdere una partita può essere doloroso.

Perdere un giocatore per mesi, perché si è voluto correre troppo, può essere molto peggio.

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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