Marcello Chirico analizza la Juventus: il giudizio su Spalletti, Yildiz, Alibegovic, Kolo Muani e le priorità del mercato bianconero.
La Juventus ha iniziato la stagione con una vittoria contro il Frosinone, ma il risultato non ha cancellato tutti i dubbi sulla squadra di Luciano Spalletti. A parlarne in esclusiva è Marcello Chirico, giornalista e opinionista sportivo, che ha analizzato il momento dei bianconeri soffermandosi sulla prestazione di Frosinone, sulla possibile convivenza tra Yildiz e Alibegovic, sul rendimento di Kolo Muani e sulle priorità della Juventus negli ultimi giorni di mercato.
Marcello Chirico, la Juventus come l’ha vista contro il Frosinone? Cosa le è piaciuto e cosa invece va migliorato?
«Ho visto la solita Juventus, quella alla quale eravamo abituati già nelle scorse stagioni. Con Spalletti riesce a creare molto di più rispetto a prima, però concretizza poco. Il problema, secondo me, sono i giocatori: con questa squadra ci hanno provato altri allenatori e adesso ci sta provando anche Spalletti.
Cosa mi è piaciuto? Il fatto che comunque la Juventus abbia provato ad andare a vincere la partita. Ha creato e alla fine ha portato a casa il risultato. Cosa va migliorato? Tutto, perché siamo ancora molto vicini alla Juventus dell’anno scorso».
Yildiz e Alibegovic possono coesistere nella stessa Juventus?
«Questa domanda, fatta oggi, sembra quasi profetica dopo quello che è successo a Yildiz. Devo dire che me lo aspettavo. Quando la Juventus ha investito circa 35 milioni su Alibegovic, in molti ci siamo chiesti perché spendere una cifra così importante su quel giocatore, soprattutto considerando le disponibilità economiche del club. Probabilmente conoscevano già la situazione di Yildiz.
Possono coesistere? Sì. Uno può giocare da esterno e l’altro eventualmente da trequartista, ma bisogna cambiare modulo. Soprattutto, però, davanti serve uno che, quando gli arriva l’ultimo passaggio, faccia gol».

Come giudica Kolo Muani? È l’attaccante giusto per questa Juventus?
«Io ormai lo definisco un “tira e molla”. È un giocatore che si muove molto, si gira da tutte le parti, ma alla fine produce poco. A me non convinceva già prima del suo acquisto.
Secondo me Spalletti voleva un vero centravanti, un bomber. Kolo Muani non lo è: è un calciatore che svaria, che può dialogare con una prima punta, ma non è quella prima punta che serviva alla Juventus.
Anche contro il Frosinone si è dato molto da fare, ma ha sbagliato appoggi, controlli, protezione del pallone e occasioni da gol molto importanti. Magari mi sbaglierò, e spero di sbagliarmi, però ad oggi non credo sia il giocatore di cui questa Juventus avesse realmente bisogno».
Qual è la priorità della Juventus negli ultimi giorni di mercato?
«Deve assolutamente prendere un centrocampista forte. Che sia Kessié o un altro profilo, serve intervenire lì. Eravamo partiti addirittura dal nome di Bernardo Silva, poi sparito anche per la mancata Champions e per le richieste economiche.
Se c’è la possibilità di prendere un giocatore importante bisogna farlo subito. Alla Juventus servono centrocampisti e soprattutto serve un regista. Quel giocatore oggi non c’è. Locatelli non lo è e Douglas Luiz ha caratteristiche differenti ed è troppo lento in alcune situazioni. La priorità, per me, è chiarissima: centrocampo, centrocampo e ancora centrocampo».
Le parole di Marcello Chirico fotografano dunque una Juventus ancora in costruzione: più propositiva con Spalletti, ma chiamata a migliorare nella concretezza offensiva e soprattutto a completare il centrocampo con un innesto di spessore.