La nuova realtà della Juventus: pochi convocati al prossimo Mondiale americano. Mai così pochi bianconeri nella competizione iridata.

Per anni la Juventus è stata sinonimo di dominio anche a livello internazionale. Nelle grandi competizioni per nazionali, il club bianconero rappresentava spesso una colonna portante delle selezioni più prestigiose. Oggi, però, il quadro appare profondamente cambiato: il prossimo Mondiale vedrà una presenza juventina decisamente ridotta rispetto al passato.
Juventus: poche presenze
Tra conferme, esclusioni eccellenti e stagioni al di sotto delle aspettative, il numero di calciatori convocati dalle rispettive nazionali certifica un momento di transizione per la società torinese. Un dato che racconta non solo le difficoltà recenti della squadra, ma anche il mutato peso tecnico della rosa rispetto alle grandi rivali europee.
A guidare il gruppo dei convocati ci saranno alcuni dei volti più rappresentativi del progetto bianconero. Su tutti Yildiz con la Turchia, McKennie con gli USA, mentre Gleison Bremer resta una presenza affidabile per il Brasile grazie alla continuità mostrata nelle ultime stagioni. Spazio anche a Conceicao, Cabal, David e Holm.

Le assenze bianconere
A colpire maggiormente sono però le assenze. Diversi elementi che fino a poco tempo fa sembravano destinati a recitare un ruolo importante nelle rispettive nazionali non sono riusciti a convincere i commissari tecnici. Tra questi vediamo i francesi Kalulu e Thuram, mentre per quanto riguarda gli azzurri, per ovvie ragioni mancheranno Locatelli, Cambiaso e Gatti. Assente anche Boga con la Costa d’Avorio. Invece è ancora in dubbio Koopmeiners con l’Olanda.
Il Mondiale, dunque, non sarà soltanto una vetrina per chi vestirà la maglia della propria nazionale, ma anche uno specchio fedele dello stato attuale del club. Per la Juventus sarà inevitabile interrogarsi su come tornare a essere un punto di riferimento internazionale, sia nei risultati sia nella qualità dei talenti presenti in rosa.