Ci sono difensori che si notano per un anticipo, altri per un recupero in velocità. Pierre Kalulu alla Juventus spesso si capisce guardando ciò che succede intorno a lui.
Cambiaso può salire. La linea può diventare a tre. Il pressing può avanzare di qualche metro. Un avversario può essere seguito fino all’esterno senza necessariamente rompere l’equilibrio del reparto.
Il francese non fa tutto questo contemporaneamente. Permette però alla Juventus di farlo.
Ed è probabilmente il motivo per cui il suo peso tattico è superiore alla semplice definizione di “jolly difensivo”.
Pierre Kalulu Juventus, tre ruoli e soprattutto tre funzioni
Centrale destro sembra ancora la collocazione più naturale. Velocità e capacità di difendere campo aperto gli consentono di proteggere la profondità e di accompagnare una linea piuttosto alta.
Da braccetto cambia qualcosa. Può uscire più forte sull’avversario, spingersi lateralmente e utilizzare l’esperienza accumulata anche da terzino.
È proprio da terzino, però, che Spalletti può costruire una delle trasformazioni più interessanti.
Kalulu non deve necessariamente sovrapporsi. Può stringere.
Con lui dentro al campo e l’esterno opposto più alto, la Juventus parte a quattro e costruisce a tre. Quello che sulla distinta è un terzino diventa, qualche secondo dopo, un difensore aggiunto nella prima impostazione.
Non serve fermare la partita per cambiare modulo.
Basta spostare Kalulu.

Quaranta metri alle spalle? Meglio lui di molti altri
Il francese ha un vantaggio evidente: corre.
Sembra una banalità, ma per una squadra aggressiva non lo è affatto. Se vuoi pressare alto devi accettare che, prima o poi, qualcuno proverà a giocarti alle spalle.
Kalulu consente di correre quel rischio con qualche preoccupazione in meno. Può accorciare sull’uomo e poi recuperare. Può accompagnare l’attaccante verso l’esterno. Può difendere lontano dall’area senza avere come prima reazione quella di scappare verso la propria porta. Ed è proprio qui che aiuta anche chi gli gioca davanti: se il difensore accetta di avanzare, il centrocampista può pressare senza lasciare venti metri vuoti dietro di sé.
Dove può soffrire
La duttilità non deve trasformarlo in un giocatore senza difetti.
Kalulu non domina il gioco aereo e contro un centravanti molto potente può pagare struttura e centimetri. Non è nemmeno un centrale al quale affidare tutta la regia della costruzione. E qualche volta la voglia di anticipare diventa troppa.
Quando legge bene l’azione sembra arrivare prima dell’avversario. Quando sbaglia il tempo, quella stessa aggressività apre campo alle sue spalle.
Accanto a Bremer, però, molte caratteristiche si incastrano: forza e dominio dell’area da una parte, velocità e copertura dello spazio dall’altra.
Un acquisto che oggi pesa poco e serve molto
Anche economicamente l’operazione ha una dimensione interessante.
La Juventus lo ha riscattato dal Milan nel 2025 per 14,3 milioni di euro, oltre agli oneri e a bonus potenziali fino a 3 milioni. Contratto fino al 2029, ammortamento nell’ordine dei 3,5 milioni annui e stipendio lordo fisso stimato intorno ai 3,08 milioni.
Non sono cifre irrilevanti. Ma per un giocatore nel pieno della carriera e utilizzabile stabilmente in tre posizioni rappresentano un investimento sostenibile.
Il paradosso di Kalulu
Forse il rischio è proprio che la sua duttilità finisca per nascondere la sua importanza.
Il jolly viene spesso considerato quello che serve quando manca qualcun altro.
Kalulu sembra essere diventato qualcosa di diverso: può giocare proprio perché permette agli altri di fare meglio ciò che devono fare. Non è il più grosso. Non è il regista della difesa. Non sarà probabilmente quello che attirerà maggiormente l’attenzione. Ma se Spalletti vuole una Juventus capace di cambiare pelle dentro la stessa partita, avere un difensore che conosce tre ruoli è utile. Averne uno che comprende perché e quando deve passare dall’uno all’altro, molto di più.
Scheda rapida
Pierre Kalulu, 26 anni | 179 cm | destro
Ruoli: centrale, braccetto destro, terzino destro
Contratto: 2029
UEFA: Lista A
Costo: €14,3 mln + oneri/bonus
Ammortamento indicativo: ~€3,5 mln/anno
Stipendio lordo fisso stimato: ~€3,08 mln/anno, dato non ufficiale
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