La Juventus ufficializza la nuova struttura manageriale del settore giovanile. Ecco i nuovi incarichi e la strategia per lo sviluppo dei talenti.
Il club bianconero ha definito l’assetto dirigenziale che accompagnerà il vivaio nella stagione 2026/27, confermando la volontà di investire nella crescita dei calciatori attraverso un’organizzazione sempre più integrata e orientata allo sviluppo tecnico. Dopo una stagione ricca di soddisfazioni, culminata con importanti successi a livello giovanile, la Juventus guarda al futuro e rafforza il proprio progetto dedicato ai giovani talenti.

Claudio Chiellini rinnova e amplia le proprie responsabilità alla Juventus
Tra le novità più rilevanti figura il rinnovo di Claudio Chiellini, che ha prolungato il proprio contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2028. Oltre a mantenere l’incarico di responsabile dell’area Next Gen, il dirigente assumerà un ruolo ancora più strategico all’interno del progetto bianconero. Da questa stagione seguirà infatti anche le formazioni Under 20 e Under 18, con l’obiettivo di creare un percorso di crescita sempre più lineare tra le diverse categorie. La scelta della società punta a favorire una maggiore continuità tecnica e organizzativa, accompagnando i giovani calciatori verso il calcio professionistico attraverso un modello di sviluppo condiviso.
La Juventus ha deciso di dare continuità anche al lavoro svolto da Massimiliano Scaglia, che ha rinnovato il proprio contratto fino al 2028 nel ruolo di Head of Academy. Scaglia continuerà a coordinare tutte le squadre del settore giovanile comprese tra l’Under 17 e l’Under 7, supervisionando un percorso formativo che rappresenta la base dell’intero progetto tecnico del club. L’obiettivo resta quello di valorizzare il talento fin dalle categorie più giovani, curando non solo gli aspetti calcistici, ma anche la crescita personale e sportiva dei ragazzi.
Confermato fino al 30 giugno 2028 anche Davide Bellotto, che proseguirà nel ruolo di Youth U13 to U7 Manager. Il suo lavoro sarà focalizzato sul coordinamento delle categorie di base, contribuendo allo sviluppo dei giovani calciatori nei primi anni della