La rimonta contro il Celta Vigo della Juventus regala tre punti e una serata di soddisfazione ai tifosi, ma lascia aperte domande importanti. Koopmeiners continua a non convincere, Cambiaso si riscatta soltanto nel finale, Kelly soffre e Woltemade deve fare i conti con un attacco che lo sostiene troppo poco.
Juventus-Celta Vigo, la gioia non cancella i dubbi
La Juventus vince a Vigo, conquista altri tre punti in Europa League e dimostra ancora una volta di non volersi arrendere alle difficoltà. È una vittoria che merita di essere apprezzata, soprattutto per il modo in cui è arrivata, ma sarebbe un errore lasciare che l’entusiasmo per il gol di Kolo Muani cancellasse tutto ciò che non ha funzionato.
Chi segue la Juventus sa bene quanto possa essere sottile il confine tra una squadra che sta crescendo e una che continua a vivere di episodi. La formazione di Spalletti ha qualità sufficienti per ribaltare una partita, ma non sempre riesce a esprimerle attraverso un gioco convincente e continuo.
La differenza emerge soprattutto osservando cinque giocatori. Sarr continua a guadagnare consensi, Koopmeiners sembra incapace di uscire da un periodo complicato, Cambiaso alterna errori e giocate importanti, Kelly attraversa una serata difficile e Woltemade segna dopo aver trascorso troppo tempo lontano dalle zone nelle quali potrebbe essere realmente pericoloso.

Sarr, finalmente un centrocampista che si fa sentire
Cominciamo dalla nota migliore, perché non sarebbe giusto concentrare ogni riflessione soltanto sugli aspetti negativi.
Sarr aveva già lasciato buone impressioni contro il Cagliari e a Vigo ha confermato di poter rappresentare una risorsa concreta per il centrocampo bianconero.
Non è necessario trasformarlo immediatamente in un campione per riconoscerne i meriti. La sua prestazione convince soprattutto per l’atteggiamento, la disponibilità e la capacità di partecipare alle diverse situazioni della partita.
Nel primo tempo, mentre la Juventus procede lentamente e fatica a costruire occasioni, Sarr cerca di offrire sostegno ai compagni e di mantenere viva la manovra. Non si limita ad aspettare che il pallone arrivi nella sua zona, ma prova a rendersi utile anche quando la squadra non riesce a trovare le distanze corrette.
Nella ripresa conferma la stessa disponibilità, arrivando anche alla conclusione al 71′, quando Radu controlla il suo tentativo.
È soprattutto la continuità a convincere. Sarr non risolve ogni problema del centrocampo, ma sembra aver compreso che, per conquistare spazio nella Juventus, bisogna prima di tutto dimostrare di essere utili alla squadra.
Per noi è il migliore in campo. E dopo due prestazioni incoraggianti, la sua candidatura per un ruolo sempre più importante merita di essere presa sul serio.
Koopmeiners, quanto bisogna ancora aspettare?
La domanda nasce spontanea osservando il rendimento di Koopmeiners.
L’olandese continua a essere un giocatore dal quale ci si aspetta qualcosa di più, non soltanto per le qualità tecniche che gli vengono riconosciute, ma soprattutto per il ruolo che dovrebbe occupare all’interno della squadra.
Contro il Celta, nel primo tempo, sembra quasi nascondersi nelle pieghe della partita. Non perché non partecipi mai alla manovra, ma perché raramente riesce a darle una direzione. Il pallone passa anche dai suoi piedi, senza che questo si traduca con sufficiente frequenza in una giocata capace di cambiare il ritmo o mettere in difficoltà gli avversari.
La Juventus avrebbe bisogno di un centrocampista capace di assumersi responsabilità nei momenti complicati. Koopmeiners, invece, continua a trasmettere l’impressione di un giocatore che non riesce a esprimere pienamente le proprie possibilità.
Nella ripresa partecipa all’azione del pareggio, contribuendo con un traversone alla rete di Woltemade. È un episodio positivo, che va riconosciuto, ma non basta a trasformare una prestazione opaca in una partita convincente.
Il confronto con Sarr diventa inevitabile. Da una parte un giocatore che sta cercando di conquistarsi spazio attraverso il rendimento, dall’altra uno dal quale ci si aspetta da tempo una svolta.
Spalletti dovrà continuare a lavorare per recuperare Koopmeiners, ma non può ignorare le indicazioni che arrivano dal campo.
Cambiaso, un assist non deve cancellare gli errori
Cambiaso è un altro giocatore sul quale vale la pena soffermarsi.
Le sue qualità non sono in discussione. Quando trova spazio e tempi corretti, riesce a creare superiorità e a offrire soluzioni che pochi altri compagni possiedono. Il problema è la continuità.
Anche contro il Celta, soprattutto nella prima frazione, non mancano situazioni nelle quali le sue decisioni appaiono poco lucide. È una difficoltà che preoccupa perché si ripresenta proprio quando la Juventus avrebbe bisogno di maggiore attenzione nella gestione del pallone.
Poi arriva il recupero, il traversone per Kolo Muani e il gol che vale la vittoria.
Cambiaso diventa così uno dei protagonisti della rimonta, ma proprio questa capacità di essere decisivo rende ancora più difficile comprendere perché non riesca a garantire lo stesso livello di efficacia per tutta la partita.
Nessuno pretende la perfezione. Tuttavia, da un giocatore con il suo talento è legittimo aspettarsi una gestione più matura delle situazioni, soprattutto quando un errore può esporre la squadra a una ripartenza.
L’assist va applaudito. Gli errori, però, vanno analizzati e corretti.
Kelly, una serata che deve far riflettere
Il primo tempo di Kelly è probabilmente una delle note più negative della trasferta spagnola.
Il difensore appare in difficoltà nella gestione delle situazioni difensive e non riesce a offrire quella sensazione di sicurezza che dovrebbe caratterizzare un reparto chiamato a proteggere una squadra spesso proiettata in avanti.
Naturalmente, quando una formazione soffre, le responsabilità non possono ricadere su un solo giocatore. Il centrocampo deve filtrare, gli esterni devono garantire copertura e i difensori devono muoversi con tempi coordinati.
Resta però la necessità di distinguere le difficoltà del sistema dagli errori individuali.
Kelly non convince nella prima frazione e neppure l’inizio della ripresa permette di modificare sostanzialmente il giudizio. Dopo l’ammonizione, al 70′ lascia il posto a Lucumí, mentre Bremer entra per Gatti.
Non sappiamo quanto la scelta di Spalletti sia stata determinata dal rendimento, dall’ammonizione o dalla necessità di modificare gli equilibri difensivi. Il dato certo è che la Juventus affronta il finale con una coppia di interpreti differenti.
Per Kelly rimane una prestazione insufficiente, sulla quale sarà necessario lavorare.
Woltemade, il gol è importante ma non basta
Woltemade merita un discorso differente.
Nel primo tempo l’attaccante è troppo spesso lasciato solo. La Juventus non riesce ad accompagnarlo con continuità e la distanza tra i reparti lo costringe a giocare palloni difficili, senza avere sempre un compagno vicino con il quale dialogare.
È un problema che riguarda soprattutto il funzionamento collettivo, perché anche un buon centravanti rischia di diventare poco incisivo quando viene servito raramente e male.
Eppure, proprio nel primo tempo, Woltemade spreca un’occasione importante. L’isolamento può spiegare alcune difficoltà, ma non può giustificare completamente un errore sotto porta.
La risposta arriva nella ripresa, quando sfrutta una disattenzione difensiva e realizza il pareggio.
È un gol che dimostra carattere e capacità di reagire, due qualità che non devono essere sottovalutate.
Nel dopopartita lo stesso attaccante ha riconosciuto di poter migliorare e ha sottolineato quanto sia utile giocare insieme a Kolo Muani, perché la presenza di entrambi rende più complicato il lavoro della difesa avversaria.
È un’indicazione interessante anche per Spalletti. Forse la Juventus deve cominciare a chiedersi non soltanto quanto possa dare Woltemade, ma anche quanto la squadra stia facendo per metterlo nelle condizioni migliori.
Una Juventus che vince, ma deve ancora convincere
La trasferta di Vigo lascia una sensazione contrastante.
Da una parte ci sono la soddisfazione per la vittoria, il carattere mostrato nella rimonta e la conferma di un Sarr sempre più interessante. Dall’altra restano problemi che non possono essere ignorati.
Koopmeiners deve ritrovare personalità e continuità, Cambiaso ridurre gli errori, Kelly recuperare sicurezza e Woltemade ricevere maggiore sostegno.
Spalletti ha il merito di aver costruito una squadra che continua a cercare la vittoria anche quando la partita sembra complicarsi. Adesso, però, deve riuscire a trasformare questa determinazione in un rendimento più equilibrato.
Perché vincere aiuta certamente a vincere, ma imparare dai propri errori è ciò che permette di continuare a farlo.
Fonti ufficiali: Juventus — Tabellino · Juventus — Le interviste