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Juventus, quando il tifoso trasforma un giocatore nel problema

Juventus, quando il tifoso trasforma un giocatore nel problema

Il tifo della Juventus è famoso per non fare sconti a nessuno. Ed è giusto che sia così. La storia bianconera non è costruita sull’accontentarsi, ma sulla pretesa di vincere. Il problema arriva quando la delusione ha bisogno di un nome e quel nome diventa sempre lo stesso.

Manuel Locatelli, da tempo, sembra essere uno dei candidati principali.

Ma davvero è lui il problema della Juventus?

Tifo Juventus: la critica è sacrosanta, l’accanimento no

C’è una differenza enorme tra dire che Locatelli ha giocato male e sostenere che Locatelli sia il motivo per cui la Juventus gioca male.

La prima è una valutazione calcistica.

La seconda è un alibi.

Perché se una squadra non segna, non crea abbastanza, non è continua, non ha ancora trovato una precisa identità tattica, non si può scaricare tutto sulle spalle di un centrocampista.

Eppure succede.

Succede perché il calcio ha bisogno di semplificare.

Un colpevole è più facile da individuare di un problema strutturale.

juventus
Il tifo non sempre è dalla parte dei propri beniamini.

Locatelli è diventato troppo spesso il bersaglio

È un paradosso.

A Locatelli viene chiesto di essere un leader, ma quando la squadra non funziona diventa uno dei primi giocatori messi sotto esame.

Gli viene chiesto equilibrio, ma gli si rimprovera di non creare abbastanza.

Gli viene chiesto di proteggere la difesa, ma gli si imputano anche i problemi offensivi.

Gli viene chiesto di assumersi responsabilità, ma quando parla e riconosce le difficoltà della squadra le sue parole rischiano di essere utilizzate contro di lui.

Non funziona così.

Un capitano deve rispondere delle proprie prestazioni.

Non può rispondere di tutto ciò che accade intorno a lui.

Il tifoso ha ragione a pretendere

Attenzione: difendere Locatelli non significa attaccare il tifoso.

Anzi.

Il tifoso juventino ha il diritto di pretendere.

Ha il diritto di arrabbiarsi.

Ha il diritto di non accettare una squadra che si accontenta.

Lo abbiamo visto anche dopo la sconfitta con la Fiorentina, quando una parte della tifoseria contestò duramente squadra e società.

Quella passione è parte della Juventus.

Sarebbe un errore volerla spegnere.

Ma la passione non deve trasformarsi nella necessità di trovare ogni volta un responsabile individuale.

Il problema non è un giocatore

La Juventus ha bisogno di più personalità.

Di più velocità nelle scelte.

Di maggiore cattiveria sotto porta.

Di maggiore continuità.

Di giocatori capaci di trascinare la squadra nei momenti difficili.

Sono problemi collettivi.

E se sono collettivi, devono avere risposte collettive.

Lo stesso Locatelli, prima dell’infortunio, parlando dopo il Milan, aveva riconosciuto che la Juventus avrebbe dovuto essere più cattiva e concreta.

Non ha detto: “Io ho fatto il mio, sono problemi degli altri”.

Ha parlato della Juventus.

Ora che è fuori, forse cambierà anche il giudizio

C’è un aspetto quasi paradossale.

Adesso che Locatelli è infortunato e non potrà aiutare la squadra, ci si accorgerà probabilmente di quanto fosse importante il suo lavoro di equilibrio.

Non necessariamente perché sia il migliore centrocampista della Juventus.

Ma perché alcune funzioni diventano visibili soprattutto quando vengono a mancare.

Il capitano è stato operato al menisco esterno del ginocchio destro e ha iniziato il percorso di riabilitazione. La Juventus non ha ancora comunicato ufficialmente una data per il suo ritorno.

E allora forse sarebbe il caso di fare una riflessione.

Non si tratta di rendere Locatelli intoccabile.

Si tratta di smettere di renderlo responsabile di cose che non dipendono soltanto da lui.

Il tifoso deve essere parte della soluzione

Una grande tifoseria non è quella che applaude soltanto quando si vince.

È quella che sa essere esigente senza perdere lucidità.

La Juventus ha bisogno di pressione.

Ma ha bisogno di una pressione che spinga.

Non di una pressione che divida.

Perché se ogni stagione comincia con la ricerca del nuovo capro espiatorio, la squadra parte già con un problema in più.

Locatelli oggi è fuori.

La Juventus deve fare a meno del suo capitano e deve trovare nuove soluzioni.

Forse questo è il momento giusto per cambiare anche prospettiva.

Meno caccia al colpevole.

Più responsabilità collettiva.

Più critica quando serve.

Più sostegno quando serve.

Perché il tifo Juventus può essere una forza devastante, ma soltanto se decide di spingere la squadra nella stessa direzione.

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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