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Juventus-Milan, trenta tiri e un gol: “Alla Juve manca chi la mette dentro”

Juventus-Milan, trenta tiri e un gol: “Alla Juve manca chi la mette dentro”

Juventus-Milan, problema attacco alla Juventus: mancano i gol! Il pareggio contro il Milan riaccende un problema già emerso nella scorsa stagione: la Juventus crea, ma non concretizza. L’analisi dopo l’1-1 dello Stadium tra le difficoltà di Kolo Muani, l’attesa per il nuovo centravanti Woltemade e una squadra ancora da costruire. Decisivo Gatti.

Trenta tiri, una sola rete. È questo uno dei dati che meglio racconta la Juventus.

I bianconeri hanno costruito più degli avversari e avrebbero meritato un risultato diverso, ma ancora una volta sono mancati precisione e peso offensivo. Un problema che, secondo l’analisi del professor Savasta Fiore Lionello, rischia di accompagnare la squadra anche in questa stagione.

Il prof Savasta Fiore Lionello è oggi opinionista sportivo presso Top Planet. Nella sua carriera, oltre che professore e stimato commercialista, ha svolto anche l’attività di procuratore di calcio.

Che impressione ti ha lasciato Juventus-Milan? Alla Juventus mancano i gol. E’ un problema l’attacco della Juventus?

«Onestamente mi ha lasciato abbastanza poco. Vedo una squadra ancora un po’ assemblata, senza schemi ben precisi e con alcuni giocatori che non sono ancora in forma.

Soprattutto, manca uno che metta il pallone dentro. Non è possibile fare trenta tiri e segnare un gol, mentre gli avversari ne fanno uno e segnano. È un problema che avevamo già lo scorso anno.

Sul gol del Milan non darei particolari colpe al portiere. Io personalmente lo avrei visto un po’ più spostato sulla sinistra, ma non è un errore grave.

La cosa che lascia amarezza è che la Juventus questa partita l’ha giocata per vincerla. Il pareggio è arrivato quasi come una consolazione, perché la sconfitta sarebbe stata immeritata.

Anche il Milan ha fatto poco e lo stesso allenatore rossonero ha ammesso che non meritavano di vincere.

La differenza è che loro hanno giocatori come il giovane Cissé, che riescono a mettere la palla dentro. Noi, in questo momento, non abbiamo quella certezza».

Kolo Muani Juventus
Kolo Muani non è ancora andato a segno in questa stagione.

Cosa ha funzionato e cosa invece no?

«Non credo che la Juventus abbia giocato una brutta partita. La definirei piuttosto una partita grigia.

Conceição ha provato ad accendere la luce con qualche spunto, mentre mi è piaciuto anche Alajbegovic. Su di lui insisterei assolutamente, perché secondo me ha qualità importanti.

Il problema è stato soprattutto offensivo. A parte il palo di Conceição, Maignan ha dovuto fare un paio di parate normali, ancora su Conceição, e poco altro.

Il problema, quindi, non è tanto creare le occasioni. È trasformarle in gol».

Cosa ti aspetti dalle prossime partite?

«Mi aspetto di vedere il nuovo centravanti. Mi sembra già più tonico e in forma rispetto a Kolo Muani e soprattutto è un giocatore difficile da marcare.

Ha già fatto vedere di poter creare problemi alla difesa avversaria. È stato picchiato parecchio, ma è uno che punta, attacca e costringe gli avversari a raddoppiarlo.

A quel punto, però, serve qualcuno che approfitti degli spazi che lui crea. Se viene marcato da due o tre giocatori, bisogna avere chi riesce a mettere il pallone dentro.

È questo il problema evidente della Juventus.

La squadra, secondo me, ha caratteristiche migliori rispetto a quella dello scorso anno. Ma rimane questa lacuna. Vlahovic lo scorso anno ha giocato poco, ma oggi sarebbe stato fondamentale.

Per quanto riguarda Kolo Muani, non credo sia quello visto contro il Milan. Viene da una stagione molto negativa e penso che nelle prossime partite possa fare molto meglio. Ha bisogno di giocare e di ritrovare la condizione.

Non sono pessimista, ma neanche particolarmente ottimista dopo questa partita. La Juventus ha giocato meglio del Milan e non è riuscita a vincere, rischiando addirittura di perdere.

Anche tatticamente ci sono ancora delle cose da sistemare. Spalletti deve trovare la soluzione migliore con giocatori che hanno caratteristiche particolari. Personalmente avrei visto Gonzalez sulla fascia sinistra.

Bisogna avere un po’ di pazienza e cercare di fare più punti possibile adesso, in attesa di recuperare la condizione migliore».

E Gatti? È davvero un giocatore sacrificabile?

«Io questo desiderio di vendere Gatti non lo capisco.

È un giocatore che ha personalità, che nei momenti decisivi tira fuori qualcosa in più. È successo a Roma e si è ripetuto contro il Milan.

Gatti è amato dai tifosi perché mette anima e cuore. In questa squadra, invece, vedo ancora troppi giocatori che fanno il loro compito senza quella ferocia necessaria per vincere a tutti i costi.

Gatti entra e cambia la partita.

In cinque minuti ha fatto più di quello che Kolo Muani ha fatto in tutta la gara.

Per questo dico: Gatti va tenuto stretto. Non facciamo la stupidaggine di venderlo».

Opinionista e giornalista sportivo. Collaboro con Top Planet e Radio Bianconera. Scrivo, oltre che per Ju24.it, per CalcioStyle e Bianconeranews, Gestisco su FB la pagina de "Il Grande Bianconero" e "Juventini". Conduco dirette e ne organizzo la regia.

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