Dusan Vlahovic ha scelto di raccontare la sua verità dopo la fine dell’esperienza alla Juventus. L’attaccante serbo, oggi al Besiktas, è tornato sui mesi più complicati vissuti a Torino e ha affrontato alcuni dei temi che lo hanno accompagnato per anni: il contratto, le panchine, i rapporti con i tifosi e l’infortunio.
Le sue parole riaprono una vicenda che, almeno sul piano mediatico, è stata discussa per molto tempo.
Vlahovic: “Nessun colloquio concreto per il rinnovo”
Il passaggio più delicato riguarda proprio il contratto.
Vlahovic ha respinto la ricostruzione secondo cui avrebbe rifiutato per anni le proposte della Juventus. La sua versione è molto diversa.
“Per tre anni, mentre ogni giorno si parlava e si dava risalto al rinnovo del mio contratto con la Juventus, non ho mai avuto una sola conversazione concreta con la dirigenza del club”.
Il centravanti ha poi indicato anche una data precisa, quella del 2 giugno, come ultimo contatto con la società.
“L’ultima volta che ci siamo sentiti è stato il 2 giugno; quella conversazione si è conclusa senza un accordo e da allora non c’è stato alcun contatto con la Juventus”.
Una dichiarazione destinata a far discutere, soprattutto considerando quanto si è scritto negli ultimi anni sul futuro dell’attaccante.
La panchina? “Perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto”
Vlahovic ha parlato anche della gestione della sua ultima stagione in bianconero.
L’attaccante ritiene che la situazione contrattuale abbia avuto un peso importante nelle scelte iniziali.
“Ho iniziato in panchina per un motivo ben noto: perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto”.
Poi aggiunge un’altra considerazione:
“Secondo me, quella è stata l’unica ragione per cui ho iniziato la stagione in panchina”.
Nel frattempo la Juventus aveva inserito nuovi elementi nel reparto offensivo, aumentando la concorrenza. Vlahovic racconta però di aver continuato ad allenarsi senza cambiare atteggiamento.
“Sono un professionista e che io sia il primo, il secondo o il terzo attaccante, questo non influisce sul mio lavoro”.
L’infortunio e una stagione “andata in fumo”
La situazione era diventata ancora più complicata a causa dell’infortunio.
Vlahovic ha raccontato di essere rimasto lontano dal campo per circa quattro mesi e mezzo tra intervento chirurgico e recupero.
“L’infortunio di certo non ha aiutato la mia situazione”.
Il serbo era riuscito a rientrare proprio quando sembrava poter ritrovare continuità, ma lo stop ha nuovamente interrotto il suo percorso.
“Avevo ricominciato a giocare, a quel punto è arrivato Spalletti”.
Poi il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere:
“L’infortunio ha interrotto tutto. Tutta la mia stagione è andata semplicemente in fumo”.
I fischi dei tifosi della Juventus
Altro argomento affrontato senza girarci troppo intorno è quello del rapporto con il pubblico.
Vlahovic ha detto di comprendere perché una parte dei tifosi fosse condizionata dalle notizie sul rinnovo.
“La gente legge i giornali, i siti web e Instagram ogni giorno, e quando certe cose vengono ripetute giorno dopo giorno, è naturale che la cosa inizi a dare un po’ sui nervi”.
Il giocatore ha però sostenuto di non aver mai voluto alimentare pubblicamente la questione per rispetto della società.
“Non ne ho mai parlato perché non lo ritenevo necessario e per rispetto verso la società”.
E c’è un episodio che, evidentemente, è rimasto nella sua memoria:
“Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in una partita amichevole contro la squadra Under 23”.
Il ringraziamento a Spalletti
Nel racconto di Vlahovic trova spazio anche Luciano Spalletti, indicato dal giocatore come una figura importante nell’ultima fase della sua esperienza juventina.
“Vorrei cogliere l’occasione per ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me l’anno scorso e per aver voluto che restassi alla Juventus”.
Un riconoscimento personale arrivato dopo una stagione nella quale l’attaccante ha dovuto convivere con una situazione complicata.
L’addio alla Juventus: “È stato un grande onore”
Nonostante le difficoltà, Vlahovic non ha usato parole negative per descrivere la sua esperienza complessiva a Torino.
“È stato un grande onore e un immenso piacere avere l’opportunità di farne parte, di indossare la maglia della Juventus, giocare, rappresentare il club e segnare gol”.
Il serbo ha lasciato la Juventus da svincolato dopo quattro anni e mezzo.
Resta però un rimpianto legato ai risultati ottenuti durante la sua permanenza:
“È anche un enorme rammarico non aver avuto l’opportunità di lottare per ottenere di più, di avere più possibilità di vincere trofei”.
Vlahovic e il possibile ritorno alla Juventus
La porta a un eventuale ritorno a Torino, almeno a parole, non viene completamente chiusa.
Vlahovic ha ammesso di aver commesso qualche errore in passato, collegandolo soprattutto alla giovane età e alla poca esperienza.
“Nel calcio, come nella vita, può succedere di tutto. Per questo non escludo nessuna possibilità”.
Una frase che inevitabilmente alimenterà le discussioni tra i tifosi juventini.
Oggi, però, il presente del centravanti è in Turchia. Il passaggio al Besiktas gli ha regalato un nuovo ambiente e un’accoglienza molto calorosa, culminata anche nella tripletta realizzata contro il Corum.
Vlahovic-Juventus, un capitolo che resta aperto
L’intervista del centravanti consegna una versione precisa della fine del rapporto con la Juventus: secondo Vlahovic, il rinnovo non è mai stato realmente discusso per tre anni e la situazione contrattuale avrebbe avuto un ruolo nella sua iniziale esclusione dall’undici titolare.
Adesso il serbo vuole concentrarsi sul Besiktas, ma una frase lascia aperta una possibilità per il futuro:
“Mai dire mai”.
Per la Juventus e per Vlahovic, la storia potrebbe essere finita sul campo. Ma le sue ultime dichiarazioni dimostrano che il capitolo non è ancora del tutto dimenticato.