La Juventus 2026/2027 sta prendendo una forma sempre più precisa e Luciano Spalletti ha a disposizione una rosa profondamente cambiata rispetto alla scorsa stagione e, dopo le ultime operazioni di mercato, può contare su nuove soluzioni soprattutto in attacco e a centrocampo.
L’idea di partenza sembra essere il 4-2-3-1, un sistema che permette alla Juventus di schierare un centravanti, tre giocatori offensivi alle sue spalle e una mediana a due. Spalletti, però, ha già dimostrato di voler modificare la squadra durante le partite, passando anche a una difesa a tre o a un 4-3-3.
Juventus 2026-2027: il possibile 4-2-3-1
La formazione più logica, considerando la rosa attuale, potrebbe essere questa:
Vicario
Kalulu – Bremer – Lucumí – Çelik
Locatelli – Pape Sarr
Conceiçao – Alajbegovic – Yildiz
Kolo Muani
Allenatore: Luciano Spalletti
È una formazione che punta molto sulla qualità della trequarti.
Yildiz sarebbe il giocatore chiamato a creare superiorità partendo da sinistra, mentre Alajbegovic potrebbe agire alle sue spalle o accentrarsi. Dall’altra parte Conceiçao garantirebbe maggiore ampiezza e uno contro uno.
Kolo Muani sarebbe il riferimento centrale.
Vicario nuovo numero uno
La porta rappresenta una delle principali novità della Juventus 2026/2027.
Guglielmo Vicario è stato scelto per difendere i pali bianconeri e nelle prime giornate è già partito titolare. Contro il Frosinone, Spalletti lo ha schierato dal primo minuto insieme a Kalulu, Bremer, Kelly e Çelik.
Il portiere italiano può diventare importante anche nella costruzione dal basso.
Spalletti vuole una squadra capace di iniziare l’azione senza affidarsi esclusivamente al centrocampista davanti alla difesa. La costruzione può quindi partire direttamente dai centrali e dal portiere.
La difesa: Bremer al centro
Davanti a Vicario, Bremer dovrebbe essere uno dei punti fermi.
Al suo fianco la presenza di Jhon Lucumí offre una soluzione interessante per la costruzione dell’azione. Kalulu può essere utilizzato sulla destra oppure adattato a sinistra, mentre Çelik rappresenta una delle alternative sugli esterni.
Il recupero completo di Bremer sarà uno degli aspetti da seguire con maggiore attenzione.
La Juventus ha bisogno di una difesa capace di difendere alta senza lasciare troppo spazio alle spalle.
Locatelli e Pape Sarr: la nuova mediana
A centrocampo potrebbe esserci una delle trasformazioni più interessanti.
Locatelli rimane il giocatore deputato a dare ordine alla squadra. Accanto a lui Pape Sarr può offrire maggiore dinamismo, corsa e capacità di accompagnare l’azione.
Il 4-2-3-1 permette ai due centrocampisti di dividersi i compiti.
Locatelli può abbassarsi per ricevere il pallone dai difensori, mentre Sarr può avere maggiore libertà di avanzare.
Quando la Juventus perde il pallone, i due dovranno però proteggere una zona molto ampia.
Qui potrebbe entrare in gioco anche Thuram, che rappresenta una delle alternative più importanti per cambiare ritmo alla squadra.
Yildiz al centro del progetto
Se c’è un giocatore che può rappresentare il volto della nuova Juventus, quello è Kenan Yildiz.
Il turco dovrebbe partire dalla fascia sinistra, ma con grande libertà di accentrarsi.
È proprio questo uno degli aspetti che possono rendere interessante il 4-2-3-1 di Spalletti.
Yildiz può partire largo, attirare il terzino e poi entrare dentro al campo. In questo modo può lasciare spazio alla sovrapposizione del terzino e creare una situazione di due contro uno.
La sua posizione può cambiare continuamente durante la partita.
Alajbegovic trequartista
Kerim Alajbegovic è uno dei giocatori più interessanti della nuova Juventus.
Spalletti lo considera soprattutto un trequartista e questa collocazione permette di evitare una semplice sovrapposizione con Yildiz.
Nel 4-2-3-1 potrebbe quindi occupare la posizione centrale alle spalle della punta.
Il bosniaco avrebbe il compito di ricevere tra le linee, cercare l’ultimo passaggio e inserirsi nell’area avversaria.
Non è detto che sia sempre lui il titolare.
McKennie può giocare in quella zona, così come altri giocatori offensivi della rosa. La concorrenza sarà quindi importante.
Conceiçao sulla destra
Sulla fascia destra Chico Conceiçao rimane una delle opzioni più interessanti.
Il portoghese può garantire accelerazioni e dribbling, caratteristiche che possono diventare preziose soprattutto contro squadre molto chiuse.
La Juventus potrebbe quindi avere due esterni con caratteristiche diverse:
- Yildiz più portato ad accentrarsi;
- Conceiçao più orientato all’uno contro uno sulla fascia.
Questo permetterebbe alla squadra di attaccare sia centralmente sia sulle corsie esterne.
Kolo Muani sarà il centravanti?
È probabilmente la domanda tattica più interessante.
Kolo Muani è stato acquistato per diventare il riferimento offensivo della Juventus e Spalletti lo ha già utilizzato da punta centrale. Nella prima giornata contro il Frosinone è stato infatti schierato titolare nel 4-2-3-1.
Il francese offre profondità, movimento e capacità di attaccare gli spazi.
Il punto interrogativo riguarda invece la continuità realizzativa.
Spalletti potrebbe chiedergli di partecipare maggiormente alla costruzione, ma anche di attaccare con maggiore decisione l’area.
L’arrivo di Nick Woltemade aggiunge però un’altra soluzione.
Woltemade cambia le alternative offensive
Il tedesco può rappresentare una soluzione molto diversa rispetto a Kolo Muani.
La sua struttura fisica e le sue caratteristiche permettono alla Juventus di avere un riferimento offensivo più statico e fisico, utile quando l’avversario si chiude molto vicino alla propria area.
Spalletti potrebbe quindi scegliere tra due tipi di attaccante a seconda della partita.
Con Kolo Muani, una Juventus più mobile.
Con Woltemade, una Juventus potenzialmente più diretta e fisica.
Ed è una differenza che potrebbe diventare importante soprattutto nei finali di partita.
Il 3-4-2-1 come alternativa
Spalletti non sembra intenzionato a legarsi a un unico sistema.
Una delle alternative può essere il 3-4-2-1.
In questo caso Bremer potrebbe essere il centrale della linea a tre, affiancato da altri due difensori.
Davanti alla difesa ci sarebbe una coppia di centrocampisti, mentre Yildiz e Alajbegovic potrebbero agire dietro la punta.
La struttura potrebbe diventare:
Vicario
Kalulu – Bremer – Lucumí
Conceiçao – Locatelli – Sarr – Çelik
Yildiz – Alajbegovic
Kolo Muani/Woltemade
Questo sistema avrebbe un vantaggio evidente: permetterebbe a Yildiz e Alajbegovic di giocare più vicini alla punta.
E il 4-3-3?
Un’altra possibilità è il ritorno al 4-3-3.
Locatelli potrebbe agire da vertice basso con due mezzali ai suoi lati.
In avanti Yildiz e Conceiçao potrebbero partire larghi, con Kolo Muani o Woltemade al centro.
Il 4-3-3 potrebbe essere particolarmente utile contro squadre che concedono spazio sulle fasce.
Spalletti ha già mostrato in passato di non avere problemi a cambiare struttura durante una partita. Le differenze tra 4-2-3-1, 3-4-2-1 e 4-3-3 possono diventare molto meno evidenti quando la squadra è in possesso del pallone.
Come potrebbe attaccare la Juventus
La Juventus dovrebbe cercare di costruire dal basso e portare più giocatori nella metà campo avversaria.
Il principio potrebbe essere abbastanza semplice:
Vicario e i centrali iniziano l’azione, Locatelli si abbassa per ricevere, mentre Sarr può avanzare.
Yildiz e Conceiçao allargano la difesa avversaria.
Alajbegovic occupa lo spazio tra centrocampo e difesa.
La punta attacca l’area.
Il rischio è evidente: quando molti giocatori salgono, la Juventus deve essere pronta a reagire immediatamente alla perdita del pallone.
Ed è probabilmente uno dei lavori più importanti che Spalletti dovrà completare.
La Juventus può giocare anche con due punte?

Sì.
La presenza di Kolo Muani e Woltemade offre a Spalletti la possibilità di sperimentare anche una soluzione a due attaccanti.
Un possibile 4-3-1-2 potrebbe prevedere:
Vicario
Kalulu – Bremer – Lucumí – Çelik
Thuram – Locatelli – Sarr
Yildiz
Kolo Muani – Woltemade
Sarebbe una Juventus più verticale e con una presenza maggiore dentro l’area.
Il problema sarebbe trovare spazio per Conceiçao e per gli altri esterni offensivi.
Per questo probabilmente resterà una soluzione da utilizzare in determinate partite o durante la gara.

La possibile formazione titolare della Juventus 2026/2027
Al 1° settembre 2026, la formazione più interessante sulla carta potrebbe quindi essere:
Vicario
Kalulu – Bremer – Lucumí – Çelik
Locatelli – Pape Sarr
Conceiçao – Alajbegovic – Yildiz
Kolo Muani
Allenatore: Luciano Spalletti
Le prime formazioni ufficiali della stagione confermano già alcuni punti: Vicario titolare, Bremer al centro della difesa, Locatelli in mediana, Yildiz e Conceiçao nella zona offensiva e Kolo Muani come punta.
Il mercato ha però aggiunto nuove alternative e questo potrebbe modificare le gerarchie nelle prossime settimane.
Le alternative principali
Spalletti avrà una panchina con diverse possibilità.
Thuram può cambiare fisicità e ritmo a centrocampo.
McKennie può essere utilizzato sulla trequarti o come mezzala.
Boga può offrire maggiore imprevedibilità.
Alajbegovic può giocare sia centralmente sia partendo da una posizione più esterna.
Woltemade può cambiare completamente il modo di attaccare.
E proprio questa varietà potrebbe essere una delle armi della Juventus 2026/2027.
Juventus 2026-2027, quale sarà la vera identità?
La sensazione è che Spalletti voglia una Juventus meno prevedibile.
Il 4-2-3-1 può essere il punto di partenza, ma durante la partita la squadra potrebbe trasformarsi continuamente.
In fase offensiva può diventare quasi un 2-3-5, con i terzini molto alti e i trequartisti che si muovono alle spalle della punta.
In fase difensiva può invece tornare rapidamente al 4-4-2 o al 4-2-3-1.
La qualità di Yildiz, la mobilità di Kolo Muani e le nuove alternative offensive saranno fondamentali.
Resta una curiosità: quanto tempo servirà a questa Juventus per diventare davvero la squadra che Spalletti ha in testa?
La risposta arriverà dal campo.